In 500 per l’assemblea di Xm24: “Ora parleremo con tutta la città”

xm24 via fioravantiBologna, 9 feb. – “La seconda battaglia per Xm24 è cominciata”. Ma per ora non ci saranno barricate. Gli attivisti e i collettivi che da 15 anni occupano gli spazi comunali di via Fioravanti hanno messo assieme ieri sera più di 500 persone per la loro assemblea pubblica, la prima reazione alla lettera di sfratto inviatagli dal sindaco Merola. Sala interna di Xm strapiena, impianto audio portato all’esterno per permettere alle centinaia di persone rimaste fuori di poter ascoltare. Presenti centri sociali e collettivi di tutta la città, tra i tanti Làbas-Tpo, Crash, Cua, Vag61, Smaschieramenti e i punk orfani di Atlantide, sgomberata nel 2015. In via Fioravanti si sono visti anche il collettivo di scrittori Wu Ming e tanti volti di Coalizione Civica, quella che al momento sembra l’unica voce amica di Xm in consiglio comunale. In sala i consiglieri di quartiere Brunella Guida e Detion Begaj e la presidente della formazione civica Marina D’Altri. Ma non è il piano della battaglia istituzionale che interessa gli attivisti di Xm. L’offensiva dopo la lettera di sfratto sarà tutta comunicativa, “perché ci siamo resi conto che dobbiamo parlare di più con gli abitanti del quartiere e della città. Abbiamo già iniziato a farlo con una serie di incontri organizzati il giovedì, continueremo”. Un concetto ripetuto più volte e da più voci differenti, anche con qualche accenno di autocritica rispetto a quanto fatto in passato. C’è anche chi dice che “bisogna recuperare la connessione sentimentale con la città”, e chi ricorda che “parlando con il diverso si crea ricchezza”.

La proposta lanciata da Xm, e raccolta dai collettivi e dai centri sociali presenti, è quella di organizzare per il 4 marzo una giornata di autogestione capillare e diffusa “in cui ogni realtà mostrerà alla città cosa vuol dire fare autogestione”. Un punto centrale questo nel ragionamento politico di Xm, che comunque “non si sposta”, che respinge la lettera di sfratto, e che – ricordano più volte gli attivisti – “è sempre stato e sempre sarà senza rappresentanti, governato da un’assemblea senza capi che ha i suoi tempi, e che evidentemente il Comune non ha ritenuto di aspettare”. L’idea è quella di lanciare una campagna comunicativa che “non parli solo di Xm, ma di che città vogliamo e di cosa non vogliamo, ad esempio la deriva securitaria di giunta e quartiere”. “Vogliamo dare un segnale subito, e farlo in maniera più incisiva di quanto fatto fino ad ora”.

In assemblea sono state lanciate accuse all’assessore alla cultura Bruna Gambarelli, che aveva l’incarico di trattare con lo spazio autogestito per arrivare ad un eventuale rinnovo della convenzione. “Con lei ci siamo incontrati solo una volta prima di Natale, e non ci è stato fatto nessuno ragionamento politico. Le uniche osservazioni presentate sono state di tipo tecnico e legate all’ordine pubblico. Quando l’abbiamo cercata noi a gennaio ci è stato risposto che non poteva ‘perché aveva l’agenda piena’. In quegli stessi giorni il sindaco Merola era a Roma, pochi giorni fa abbiamo scoperto che stava proponendo di costruire qui una caserma. In questi due anni mai la giunta o il quartiere hanno tentato di entrare in contatto con noi. Nemmeno noi ce ne siamo preoccupati, ma non è stata questa la nostra priorità”.

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