“Il sogno di insegnare sta diventando un incubo”

Bologna, 1 set. – Per gli studenti dell’Emilia-Romagna le scuole riapriranno il 15 settembre, ma oggi gli insegnanti sono già tornati al lavoro. Non tutti, però, visto che molti dei precari che hanno fatto domanda per rientrare nel piano assunzioni del governo, in base alla legge 107 del 2015, sono ancora in attesa di conoscere il loro destino.

Ora si è aperta la fase B, per coprire i posti rimasti dalle fasi precedenti, con la grande incognita della provincia di destinazione. Seguirà la fase C, per reclutare il personale di “potenziamento”. Finora in provincia di Bologna ci sono state 750 assunzioni, di cui 524 rientrano nella fase zero per coprire i posti lasciati da chi è andato in pensione; insomma, “si sarebbero fatte anche senza la legge 107”, spiega Francesca Ruocco, segretario della Flc Cgil di Bologna.

Dopo le 226 assunzioni nella fase A, a Bologna i posti rimasti sono “solo 166, nessuno per la scuola d’infanzia e la primaria”, prosegue Ruocco. Per la fase C, invece, si sa solo che ci sono per tutta l’Emilia-Romagna 3.375 posti comuni e 433 di sostegno, ma non si conoscono i dettagli provincia per provincia. Chi ottiene il posto in fase B o C può essere mandato ovunque. E’ questo l’incubo di chi ha fatto domanda, ma ci sono molti che hanno rinunciato proprio perché, per ragioni familiari, non erano in grado di affrontare un trasferimento al buio.

Antonella Pinto, 40 anni, due figli piccoli, insegnante di lettere da 12 anni, spera di rientare nella fase B. Sta aspettando in questi giorni una mail di risposta. Insegnare è la sua passione e non si è sentita di rinunciare al sogno di una vita. Ha iniziato nella sua città di origine, a Napoli, poi, per ragioni personali, ha scelto di vivere a Bologna. Anche suo marito è un insegnante precario, che per ora ha cambiato strada. “Non demonizzo la Buona Scuola, ma gli spunti interessanti si sono persi per strada”, ci racconta. E’ pronta a fare la pendolare, se sarà chiamata in regione. Altrimenti, “dovrò fare le mie valutazioni”


Chi ha rinunciato a fare domanda perché non era in grado di accollarsi un trasferimento al buio, ora è molto preoccupato, “dopo anni di supplenze, se vengono cancellate le graduatorie, non sanno cosa succederà”, spiega Ruocco, ricordando che dal piano è escluso tutto il mondo dei precari che si è abilitato con i tirocini formativi abilitanti o le lauree abilitanti, “che sono entrati nelle graduatorie di seconda fascia, perché quelle a esaurimento erano state chiuse”.

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