Il silenzio di Lorsignori

Non vogliamo speculare su una vicenda tragica e triste come quella delle molestie  sessuali ai bambini di un asilo ferrarese da parte di un sacerdote di una scuola parrocchiale, sottoposta all’Arcidiocesi di Bologna. Ma chi, come ha fatto recentemente il Cardinale Caffarra, va in piazza a reclamare fondi per le scuole cattoliche e porta i bimbi sul crescentone ha il dovere morale di chiarire: il comportamento dei sacerdoti che svolgono compiti educativi in scuole paritarie non è un fatto privato che riguarda solo lorsignori.

Emettere una nota in cui si giudicano gli articoli dei giornalisti “una ricostruzione gravemente parziale e tendenziosa, per la quale l’Arcidiocesi ha chiesto alle due menzionate testate una rettifica a norma della legge sulla stampa”, senza dire una parola che smentisca non tanto le ricostruzione dei giornali, quanto le sentenze e gli atti di un Tribunale, appare una posizione proterva.

E’ come dire che i panni sporchi della Curia si lavano in via Altabella: e questo – a giudicare da quanto emerge sui colloqui avuti dagli insegnanti e dai familiari con Monsignor Vecchi –  pare proprio l’aspetto più deprecabile della vicenda.

Mentre da Roma il Pontefice, anche pochi giorni fa, recitava il “mea culpa” per gli abusi sessuali perpetrati da sacerdoti su minori in giro per il mondo, nel chiuso delle Curie italiane va in scena sempre lo stesso copione, fatto di silenzi, omissioni, omertà, quando non addirittura di vere e proprie coperture e insabbiamenti sui comportamenti abbietti di certi prelati.

I familiari delle vittime degli abusi, attraverso le parole del loro avvocato, hanno chiesto solo un’assunzione di responsabilità. Non di “colpa”: questo è un concetto cattolico che giustifica il ruolo che i preti svolgono di “assolutori” delle colpe altrui. Ma chi assolve gli “assolutori”?

Il silenzio del Cardinale di Bologna e del Vescovo Vicario Monsignor Vecchi in questa vicenda pesa molto più dell’ammissione delle loro responsabilità.

Paolo Soglia

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4 commenti

  1. Con Voi le vittime della “pedofilia ecclesiastica” non si sentono sole! Un sentito ringraziamento per la Vostra alta partecipazione al dibattito. Claudia

    Comment by Claudia on 12/02/2010 at 17:47

  2. Il mio non è un commento, ma una domanda che faccio non solo per soddisfare una mia curiosità, ma soprattutto perché credo la risposta sia interessante dal punto di vista mediatico. Quei due organi di informazione che di solito si fanno portavoce quasi ufficiali di ogni mossa di Caffarra (al punto da fungere -secondo alcuni- di portatori d’acqua del Cardinale (“E’ TV” e il “Carlino”) come si sono posti di fronte a questa “faccenda”? Che tipo di informazione ne hanno dato?

    Comment by massimo on 13/02/2010 at 09:30

  3. Caro Massimo, nella tua domanda c’è una considerazione sulla linea editoriale di questi organi d’informazione che contiene anche la risposta.. PS

    Comment by Soglia on 13/02/2010 at 12:31

  4. Questo allora conferma ciò che vado sostenendo da tempo (e a cui RCDC online aveva già dedicato un brillante editoriale parecchi mesi or sono): cioè che, a parte che “Bologna la Rossa” è solo uno sbiadito ricordo (e questo va da sè lo sappiamo tutti), ma il problema è che questa città sta declinando verso una deriva “papalina” ogni giorno di più. Ora: come abbiamo detto i media più potenti amplificano la voce e gli argomenti della Chiesa, ma quello che mi rende perplesso è che i cittadini si adeguino a questo andazzo. E allora verrebbe da riflettere: se consideriamo quanto appena detto, e se a questo aggiungiamo che il quotidiano che a Bologna pressochè tutti leggono è visceralmente anticomunista, beh, uno si chiede se l’anima di Bologna sia mai stata davvero “rossa”…

    Comment by massimo on 14/02/2010 at 01:39

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