Il referendum costa troppo? “Accorpiamolo” alle politiche del 2013

27 lug – Il comitato articolo 33, promotore della campagna referendaria sui finanziamenti comunali alle scuole parificate, risponde alle perplessità espresse dall’assessore all’istruzione Marilena Pillati, relative soprattutto ai costi che, secondo l’assessore, sarebbero troppo elevati (500 mila euro) per un referendum che “è un espressione di democrazia ma non se utilizzato per fare ginnastica ideologica.

Così per evitare gli sprechi il comitato propone di accorpare il referendum alle elezioni politiche previste per il 2013. Il nulla osta dovrà arrivare dalla Giunta che qualora volesse accordare la richiesta del comitato dovrà modificare l’articolo 7 dello Satuto del Comune di Bologna, secondo il quale non è possibile indire referendum nei dodici mesi precedenti la scadenza del mandato amministrativo né in concomitanza con altre operazioni di voto. Maurizio Cecconi del Comitato Articolo 33  cecconi4

La Giunta sembra comunque intenzionata a procedere sulla linea illustrata dall’assessore Pillati: il sindaco, Virginio Merola, sul referendum si è detto “d’accordo con l’assessore Marilena Pillati” e al question time di oggi il coordinatore di Giunta, Matteo Lepore, ha risposto al consigliere del Pdl Lorenzo Tomassini rimarcando che “le scuole paritarie sono una realtà del nostro sistema dal 1995” e ha ribadito la volontà della Giunta di portare avanti il percorso intrapreso, con la convinzione che sia “il modo migliore per potere affrontare le problematiche che riguardano le famiglie bolognesi“.

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