Il primo Underground Movement Festival a Bologna

Underground Movement Festival pic

“Non vogliamo vendere nessun prodotto ma creare qualcosa“. Gli Underground Movement di Bologna, Pisa, Roma e Ragusa si uniscono nella proposta di un evento inedito entro le mura bolognesi: un festival interdisciplinare che tocca musica, arte, sport e letteratura e si distribuisce in dieci spazi cittadini (Granata, InContex, L’archivio, Link, Mikasa, Oz, Spazio Malvagio, StudioBUM, MenoUnoLab, Kilowatt) fra il 20 e il 25 maggio.

Quattro quartieri (San Vitale, San Donato, Navile, Porto) e più di una decina di appuntamenti a ingresso gratuito. Fatta eccezione per il Dimension Festival di sabato 23 maggio al Link con Fracture (UK), Moresounds (FR) e Domenico Crisci (IT). Non solo intrattenimento per un’organizzazione che ha chiari obiettivi formativi e divulgativi: si comincia mercoledì a Granata con un tavolo di discussione per la scrittura di un primo manifesto dell’Underground Movement e  la presentazione del libro “Periferie arrugginite”. “Il senso degli Underground Movement oggi è molto legato all’azione sulla città. Per quanto riguarda Bologna, ad esempio: nella città non c’è un discorso forte legato all’underground, anzi la tendenza è sempre più verso una commercialità banale” ci ha detto Matt di B.U.M. “Abbiamo esteso il festival a cinque giorni in modo che avesse rilevanza sul territorio“.

Un progetto che guarda lontano: “Senza dubbio, la tensione propositiva dei nostri movimenti è quella di collegarci con l’estero, dove ci seguono con attenzione e con rispetto a volte maggiore a quello che riceviamo in casa” ha spiegato Dada Pop del Pisa Underground Movement. Già quest’anno i collettivi italiani collaborano con il Barcellona Underground Movement e hanno coinvolto numerosi ospiti internazionali. Non ci si limita però alla musica: fra i soggetti coinvolti anche gli artisti di Bolognina Arti Urbane in Movimento, nel comune interesse alla rivalorizzazione delle zone periferiche urbane.

L’underground come pratica di resistenza culturale” ha concluso Mike di Bologna Underground Movement. Una pratica che vuole coinvolgere un target richiamato da un senso di appartenenza ma, gradualmente, sempre più ampio.

Trovate il programma per intero qui.

 

 

di Serena Riformato

 

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