Il popolo del Family Day: fascisti, ultra cattolici e omofobi della porta accanto

tutto pieno

Roma, 30 gen – Ci sono i cattolici dei gruppi di preghiera, i neocatecumenali, i ciellini accanto ai fascisti del terzo millennio di CasaPound; gli scout (rigorosamente non in divisa, l’Agesci lo aveva proibita) e i nostalgici della fiamma con la celtica tatuata sul braccio; le  famiglie numerose con ingorgo di passeggini al seguito; le suore, i preti e i Giuristi per la vita dell’orgogliosamente omofobo avvocato Gianfranco Amato: è questo il popolo del Family day, terza edizione.

Casapound

L’elenco di CasaPound

Centinaia di migliaia di persone: non certo i 2 milioni sbandierati dal palco. “Quando ha vinto lo scudetto la Roma eravamo in di più” dice un passante.
Tanta gente comunque, che vuole “difendere i bambini” (da una non meglio precisata ‘deriva gender’), che sogna la riconquista dell’Europa laicista (“ci hanno detto che siamo il passato ma noi possiamo essere il futuro”) e che fatica a rispondere alle domande dei giornalisti. D’altronde erano stati gli stessi organizzatori a consigliarlo: “Non rispondete alle provocazioni” e “i giornalisti mandateli a parlare con noi”, avevano scritto nel vademecum pubblicato sul sito dell’organizzazione. E loro hanno obbedito.
No Cirinnà senza se e senza ma

Mi spiega il cartello? “Lo chieda agli organizzatori”

 Sulla spianata del circo massimo hanno ballato, cantato e ascoltato i leader del movimento. Ce l’hanno con la “lobby gay“, con “l’utero in affitto”, e contro chi “scimmiotta il matrimonio”. Non riescono però a spiegare perché l’estensione di diritti a chi non ce li ha possa arrecare danno a chi già ne gode. “Parlate con i portavoce” ripetono.
"Sbagliato è sbagliato anche se dovesse diventare legge"

Cartelli morali, zaini e chitarra su telo

 “Noi non discriminiamo nessuno- dicono dal palco-, è la natura che lo fa” rivolgendosi alle famiglie omogenitoriali che, in quanto tali, non possono procreare. “Ogni bambino ha diritto ad avere un padre e una madre” dice lapidario un uomo venuto da Trieste con moglie e 6 figli sotto i 7 anni. “Io ringrazio Gesù Cristo che ogni giorno mi dà la forza di vivere accanto a mio marito” dice la moglie.
passeggini

parcheggio scambiatore

In piazza, oltre a CasaPound, ci sono anche altre sigle della galassia ex-para-post fascista. C’è Riva destra che se la prende con la fantomatica “lobby gay”.

"No alla GayStapo"

Fascisteria uno

Ci sono anche quelli del Fronte Nazionale per l’Italia, che hanno scelto di fregarsene del diktat degli organizzatori: “Niente bandiere di partito”.

Fronte Nazionale per l'Italia

Fascisteria due

Dal palco danno i numeri. “Abbiamo fatto i conti, siamo un milione” dicono dopo una manciata di interventi. Passa una mezz’oretta e la stessa voce: “Mi dicono che siamo due milioni”. La piazza esulta. “Mi dicono dal servizio d’ordine che ci sono centinaia di migliaia di persone nella zona della Fao che non riescono ad entrare. Chiediamo alle forze dell’ordine di farle passare”. In realtà davanti alla sede Fao non c’è quasi nessuno.

"Ci sono centinaia di migliaia di persone davanti alla Fao"

“Ci sono centinaia di migliaia di persone davanti alla Fao”

Dal palco rileggono più volte un messaggio del Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, aggiungendo: “Gli ebrei non possono essere in piazza perché per loro il sabato è sacro. Ma ci hanno mandato l’adesione”. Nel giro di qualche ora arriva la smentita.

Diversi i politici presenti: da Giorgia Meloni che ha annunciato la propria gravidanza, ai governatori di Lombardia e Ligura, Roberto Maroni e Mario Toti, ad altri esponenti del centro e della destra. A metà arriva anche il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. “E’ una bellissima piazza di cui il Parlamento dovrà tenere conto” ripete più volte il ministro a tutti i giornalisti presenti. E a chi gli fa notare che nella “bellissima piazza” c’è anche CasaPound, il ministro risponde: “Sono qui a titolo personale. Tutti sono qui a titolo personale”.

Galletti

“Bellissima piazza di cui il Parlamento dovrà tenere conto. CasaPound? Sono qui a titolo personale”

 

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