Il Pd riapre la questione Cassero. Di Girolamo: “Mettiamolo a bando”

cassero salaraBologna, 11 nov. – Nel Partito democratico di Bologna torna a scoppiare il tema Cassero, lo storico circolo Arcigay che dal 2001 ha in gestione l’ex Salara di via don Minzoni. Oggi il tema ha tenuto banco in question time, con diverse interrogazioni rivolte all’assessore alla Cultura, Bruna Gambarelli, ma è fuori dall’aula che arriva una dichiarazione destinata a far rumore forse più di altre.

“Il Pd di Bologna riconosce l’importanza delle attività svolte dal Cassero e per questo non vede alcun tipo di ostacolo alla formulazione di un bando per la riassegnazione di quel bene“. Parola della democratica Giulia Di Girolamo, alle ultime elezioni capolista del Pd. “C’è un regolamento per cui le associazioni che intendono utilizzare gli spazi pubblici devono partecipare ad un bando”, afferma Di Girolamo parlando all’agenzia Dire. In base ai criteri che il Comune decide per uno spazio, “parteciperanno le associazioni che sentono di avere quei requisiti. Il fatto di fare i bandi- sottolinea la consigliera comunale- rispetta soprattutto i principi di legalità e trasparenza, perché per fare un bando le associazioni devono avere i conti in regola e dimostrare di avere una anzianità di servizio”, nel senso di aver fatto in modo che la città crescesse dal punto di vista sociale e culturale.

Di Girolamo, consigliera di fiducia del sindaco su legalità e contrasto alle mafie, di fatto va in controtendenza rispetto alle parole dello stesso Merola. “Il Cassero – diceva il sindaco nel giugno 2015 –  è un’istituzione della città, non possiamo trattarlo come una qualsiasi associazione. Per il momento la convenzione che il circolo Arcigay ha col Comune è stata prorogata di un anno, nel prossimo mandato con loro faremo un patto di collaborazione”. Parole chiare: niente bando ma stipula di una convenzione. Nella stessa giornata il segretario del Pd Critelli chiudeva così le titubanze del partito sul tema (e le tentazioni pro bando): “Se il segretario del Pd entrasse nel merito di scelte amministrative come può essere la questione dell’assegnazione degli spazi compierebbe un’ingerenza”.

La posizione di Di Girolamo, comunque, non è condivisa da tutti i consiglieri del Pd. Francesco Errani, contrario al bando, ha chiesto al Comune di dare continuità alle attività del circolo Arcigay di Bologna. “Credo che la città di Bologna, senza il Cassero, sarebbe più povera, a livello culturale e soprattutto sui diritti sociali, sanitari, e sull’informazione. Un livello forse ancora più importante, che molti ignorano, i servizi che il Cassero svolge in un ottica di sussidiarietà: la prevenzione sanitaria, il consultorio, il telefono amico, lo sportello legale, l’assistenza ai senza fissa dimora, etc. Tutti progetti in rete con i nostri servizi sociali e sanitari territoriali. Questo è il punto centrale che credo debba essere presente nella prossima convenzione”.

Cauta ma sulla linea di Errani anche la consigliera Pd Roberta Li Calzi: “La modalità del bando è sicuramente la strada maestra per assegnare sedi comunali ad associazioni per lo svolgimento della loro attività. Ma che il Comune individui in alcune realtà cittadine gli interlocutori naturali per l’affidamento in convenzione di pezzi di intervento pubblico sta nella gestione intelligente delle risorse sociali e non riguarda certo soltanto il centro Lgbtqi cittadino. Quel posto ha una storia di quasi 35 anni, il cui valore è riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Si tratta di un’eccellenza nel suo settore, prodotta da generazioni che in quella realtà si sono identificate e che hanno costruito nel tempo una competenza che non può essere considerata solo in modo burocratico.”

Oggi in question time l’assessore Bruna Gambarelli ha spiegato di voler applicare per il Cassero le normative e le regole vigenti, ma ha riconosciuto l’importanza del Cassero sia dal punto di vista culturale, sia da quello socio-sanitario. “Dal punto di vista progettuale – ha detto la Gambarelli – saranno seguite tutte le regole che l’Amministrazione metterà in campo, ma la regola della sussidiarietà rimane la prima. I progetti organizzati dal Cassero si muovono fortemente in rete con i nostri servizi sociali e con i nostri servizi sanitari. Questo per quanto riguarda le attività di educazione, formazione, accoglienza affinché vengano garantiti i diritti delle persone. Per quanto riguarda invece le attività culturali il Festival Gender Bender è una punta di diamante rispetto alle attività, rassegne e festival che la nostra città esprime”. Gambarelli ha promesso di informare i consiglieri al termine dell’istruttoria in corso sul Cassero, ma ha aggiunto di non ritenere corretto “applicare lo stesso metodo ad associazioni completamente differenti e su questo bisognerà fare un ragionamento”.

Merola: “Niente bando per il Cassero, con loro un patto di collaborazione”

merola pride bologna 2015

Il sindaco Merola al Pride del 2015

La distanza tra la visione di Di Girolamo e della giunta al momento sembra evidente. Per la capolista Pd alle scorse elezioni il bando è necessario perché “altrimenti si rischia di avere, a Bologna e in generale, associazioni che in base a criteri non bene identificati meritano o non meritano”. In città esistono “tantissime realtà che su argomenti diversi si spendono anche dal punto di vista del volontariato, i bandi- insiste Di Girolamo- servono proprio per dare la possibilità a queste associazioni di dimostrare la loro importanza e la ricchezza che danno alla città”. Serve “trasparenza assolutà, ripete la consigliera dem, pur sottolineando che “le attività svolte finora dal Cassero sono importantissime”. Un bando può servire proprio a “ribadire la propria legittimità e l’importanza del lavoro che hanno fatto sul territorio”, dichiara l’ex capolista: “Non si sta discutendo il merito della loro attività, che è riconosciuto a livello nazionale ed internazionale” come dimostra il festival Gender Bender. Il Cassero ha sicuramente un “radicamento sul territorio, di rilevante importanza, proprio per questo motivo- conclude Di Girolamo- non vedo perché spaventarsi di un bando, i due discorsi sono su un piano diverso”. Ma Bologna è una città con realtà “varie, variegate e molto ricche per cui non capisco dove sia il problema nel creare questo bando nuovo per il Cassero”, dice Di Girolamo: “Se è l’unica realtà sul territorio che effettivamente su quei temi di cui si occupa è sempre stata in prima linea, non credo che abbia problemi a partecipare ad un bando pubblico”.

Al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali, ma in un post su facebook Vicenzo Branà, presidente del circolo Arcigay, dice la sua. Rispondendo ad un utente del social network, Branà si chiede, tra l’altro, “come mai la consigliera e altri con lei e prima di lei lanciano sempre la campagna pro-bando in corrispondenza della scadenza della convenzione del Cassero?”
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