Il Pd non boccia Merola ma dà la linea se ci sarà il bis

Bologna 14 lug.- “Per noi il tempo delle discussioni infinite è terminato. E’ iniziato il tempo delle decisioni chiare, efficaci e condivise”, promette il Pd in coda al documento conclusivo della conferenza programmatica. Limato per 22 ore, il testo ha finalmente varcato le porte di via Rivani ed è stato recapitato ai 400 componenti dell’assemblea provinciale che lo voteranno venerdì sera.

Diciamo intanto che la paventata (o sperata, a seconda dei punti di vista) bocciatura della giunta Merola non c’è: anzi, il documento non cita mai direttamente l’operato del sindaco, pur dando indicazioni (queste sì, spesso abbastanza chiare) sulla rotta da tenere per il futuro. Il ponderoso documento, poco inferiore alle 50 pagine, si muove in un’ottica tutta metropolitana. Anche se non mancano ”stoccate” precise, ad esempio quella sull’operato dell”assessore alla Cultura Alberto Ronchi, già blindato da Virginio Merola in un eventuale secondo mandato.

Oggi la Città metropolitana è guidata da Virginio Merola in quanto sindaco del capoluogo, ma il Pd vorrebbe farne altro e ”sdogana” decisamente l’elezione diretta del sindaco metropolitano. “In questi primi mesi di vita- si legge- la Città metropolitana sta mostrando alcune criticità: dalla mancanza di adeguate risorse utili per svolgere al meglio le funzioni attribuite alla difficoltà degli amministratori di svolgere il doppio ruolo”. Ed ecco che il partito si schiera ora ufficialmente “affinchè nei prossimi anni il sindaco metropolitano possa trovare la legittimazione popolare degli elettori di tutta l’area vasta sulla quale insiste e opera”.

Venendo alle competenze più dirette degli amministratori, il Pd chiede un cambio di passo sulla sicurezza (“tema prioritario”) insistendo sul binomio tra legalità e solidarietà. “La situazione della sicurezza e dell’ordine pubblico sul nostro territorio è divenuta una delle maggiori preoccupazioni per molti cittadini ed è fortemente aumentata la paura nella frequentazione dei luoghi pubblici, anche nelle ore diurne”, si legge. Il Pd evidenzia in particolare il “netto incremento dei reati contro il patrimonio” sotto le Due Torri. Ma una svolta è invocata anche sui servizi sociali, dove occorre “ricomporre la frammentazione” esistente. Bisogna “riorientare l’azione pubblica verso la pianificazione e il controllo dei servizi”. Inoltre si dovrà “investire maggiormente su politiche di prevenzione, contrastare i fattori che producono disagio e malessere, sostenere e valorizzare chi si fa carico delle persone fragili e vulnerabili”. Insoddisfazione si avverte poi sul fronte casa. Contrario alle occupazioni abusive (a Bologna ne sono state gestite diverse), il Pd afferma che non è “più rinviabile la necessità di implementare le politiche della casa per rispondere ai problemi delle famiglie e delle nuove povertà. Infrastrutture e mobilità: altra pagina delicata per le amministrazioni bolognesi, con tanti progetti al palo da anni. Il partito vuole “realizzare in tempi brevi collegamenti veloci, funzionali e sostenibili sotto il profilo economico e ambientale tra aeroporto e stazione (People mover), stazione e fiera, stazione e Fico”.
Inoltre viene giudicata “non più rinviabile” una scelta definitiva sul Passante nord. A favore o contro? Per il Pd è “condivisibile” la posizione dei dieci sindaci ”ribelli” dell’hinterland che condizionano la realizzazione della bretella a precise richieste su tracciato e mitigazione ambientale. Sullo sport servono nuovi impianti e “maggiori azioni di manutenzione” per quelli esistenti; serve un nuovo rapporto con l”associazionismo culturale (“la politica- si avverte- non puo” assumere il ruolo di direzione artistica sulla base dei gusti e delle inclinazioni dei singoli, ma deve sapere indicare una strada ai protagonisti della cultura, offrendo opportunita” e spazi per le idee”).

E’ sufficiente tutto ciò per chiedere un passo indietro a Merola? Parrebbe di no. Sembra invece che il partito abbia inteso più che altro ”dare la linea” sia in caso di un Merola-bis sia in caso la spunti un per ora ipotetico avversario alle eventuali primarie. Resta in sospeso anche la questione sondaggio: ad oggi non è a disposizione, ma potrebbe diventarlo domani. Insomma il Pd non ha rinunciato a farlo. Alla conferenza programmatica Pd hanno partecipato 4.500 cittadini, ci sono stati 146 incontri e 11 iniziative tematiche; sono state incontrate 25 associazioni, tra economiche, sindacali, sportive e sociali. (DIRE)

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