Il Partito Democratico ha Per Davvero un problema con l’omofobia

Il Partito Democratico bolognese ha un problema. Sì, forse più di uno. Ma di uno in particolare parleremo qui: l’omofobia. Come definire altrimenti i continui distinguo, le continue perplessità, le continue prese di distanze di una parte dei consiglieri comunali democratici su temi che riguardano proprio i diritti delle persone lgbt?

L’ultimo episodio risale a ieri, mercoledì 16 maggio: la consigliera comunale Raffaella Santi Casali ha manifestato in commissione alcune perplessità circa la scelta dell’assessora Susanna Zaccaria di portare in consiglio una delibera di sostegno al progetto di legge regionale contro l’omotransnegatività. Una legge che le associazioni lgbt chiedono a Viale Aldo Moro di approvare già dai tempi di Vasco Errani presidente. La consigliera democratica ha bollato come “straordinariamente irrituale” la scelta della giunta Merola di premere sui “compagni” in Regione. E per questo, Santi Casali ha chiesto di riunire i consiglieri di Palazzo d’Accursio e di Viale Aldo Moro alla presenza dei segretari regionale e provinciali. Questo prima del voto in consiglio comunale previsto per lunedì 20 maggio. Un’opposizione, quella della consigliera che fa parte della corrente Per Davvero del cattolico renziano Giuseppe Paruolo, che è politica e culturale.

Il presidente del Cassero, Vincenzo Branà, già in passato aveva sollevato il problema e oggi ha rincarato la dose: “Stiamo chiedendo al cacciatore di fare una legge contro la caccia“. Branà elenca tutte le volte in cui le voci di Per Davvero si sono levate per ostacolare (o sono mancate su) alcune delibere che interessavano il mondo lgbt: l’assegnazione della Salara al Cassero, l’ordine del giorno contro il pullman dei no-gender, l’ordine del giorno contro l’aggressione ad un ragazzo omosessuale avvenuta nel centro di Bologna. “Quanti inizi ci vogliono per fare una prova” chiede Branà.

Il problema che sollevano Branà e Zaccaria, pur con diversi accenti, è reale e sempre più evidente: il Partito Democratico ha Per Davvero un problema con l’omofobia, a Bologna e non solo. Sarebbe opportuno che, alla luce anche della sconfitta storica, culturale prima ancora che politica, del 4 marzo scorso, i democratici ripartissero facendo un po’ di chiarezza al proprio interno. Scegliendo, su tanti temi, con nettezza da che parte stare. Per esempio sull’omofobia.

 

Il podcast con le interviste a Vincenzo Branà e Susanna Zaccaria

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