Il paradiso portatile dei Selton

13 lug. –  I Selton ieri sera erano a Bologna e, pochi attimi prima di salire sul palco del Botanique, sono venuti a salutarci al Guasto Village per un brindisi ed una piacevolissima chiacchierata ai microfoni di Afa, il container estivo di Radio Città del Capo in onda dal martedì al sabato. Il quartetto brasiliano è attualmente impegnato in un breve tour di presentazione del singolone estivo Cuoricinici, prima anticipazione del nuovo album in uscita a Settembre; il disco sarà prodotto da Tommaso Colliva, producer di fama internazionale e fresco vincitore di un Grammy per il suo lavoro con i Muse.  

Non è la prima volta, però, che il complesso di Porto Alegre passa da Radio Città del Capo: abbiamo infatti recuperato una fotografia del 2012 che ritrae i ragazzi sorridenti nei nostri studi, in occasione del loro primo live a Maps: cosa è cambiato in questi ultimi cinque anni? “Abbiamo continuato ad evolverci: dopo Saudade, uscito nel 2013, l’anno scorso abbiamo pubblicato Loreto Paradiso. Per noi questo disco è stato davvero un passo in avanti molto importante” raccontano, mentre sorridiamo notando che uno di loro indossa la stessa maglietta della foto.

Il titolo del loro ultimo album è indicativo della loro filosofia di vita e del loro mood musicale. “Loreto è una zona molto caotica di Milano, molto metropolitana. L’idea del disco è proprio quella di trasformare il posto dove sei nel tuo paradiso, e non stare ad aspettare invano che le cose succedano o che cambino all’improvviso”.

Tuttavia, per loro le cose sono davvero cambiate all’improvviso nel giro di un’estate: “Non ci aspettavamo questo successo, è stata una sorpresa molto positiva: quando fai un disco cerchi di esprimerti, di raccontare qualcosa, di comunicare. Noi abbiamo solo fatto dei pezzi che sentivamo ci appartenessero”, spiega Ricardo. “E’ sempre molto gradevole da artista avere feedback positivi rispetto a ciò che si propone: però non fai musica per essere famoso, per avere riscontri o per suonare in radio. Lo fai per il piacere di farlo”, continua Daniel. “Poi, se trovi riscontro: che figata!”.

Ma come hanno fatto questi quattro ragazzi brasiliani ad arrivare al successo qui in Italia? “Proveniamo tutti dalla stessa città, ma ci siamo conosciuti solo una volta lasciato il Brasile. Ognuno di noi aveva deciso autonomamente di trascorrere un anno sabbatico in Europa. Alla fine ci siamo incontrati a Barcellona e abbiamo iniziato a suonare insieme per strada, al Parc Güell“. Per due anni i Selton hanno vissuto di busking nella città catalana, sino a che non hanno incrociato la loro strada con quella di Fabio Volo: “Un giorno siamo stati notati dagli autori di Italo-Spagnolo, programma di Mtv condotto proprio da Volo. Ci hanno invitato a suonare in Italia: da quel momento in poi siamo rimasti a Milano e la nostra vita è cambiata”.

“Negli anni di Barça suonavamo principalmente pezzi dei Beatles con gli strumenti che riuscivamo a recuperare: sostanzialmente le voci, e molto coraggio” racconta con un filo di ironia nostalgica Daniel. Dunque, come si rapporta allo studio di registrazione un gruppo che nasce con una spiccata vocazione busker? “C’è una grossa differenza tra le due esperienze. Lo diceva anche Jeff Buckley: il live è un momento trascendentale, in cui l’artista dà tantissimo. Invece registrare è come dipingere un quadro: e non si è subito molto bravi a dipingere quadri”, racconta Eduardo. “Stiamo cercando di fare anche un percorso in questa direzione: imparare a fare dei dischi sempre in modo migliore, con maggiore consapevolezza di ciò che vogliamo proporre”.

Ascolta il podcast dell’intervista ai Selton a cura di Afa.

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