Il paradiso degli orchi

Stupisce l’atteggiamento con cui in Italia vengono prese le notizie provenienti dagli altri paesi sugli abusi compiuti da molti prelati nei confronti di minori. Stupisce meno la scarsa indignazione nei confronti di coloro che si sono adoperati, e tutt’ora si adoperano, per nascondere, occultare e infine sdegnosamente smentire le migliaia di casi ormai emersi in tutto il mondo.

Le notizie dettagliate e documentate che compaiono sul NYT, sul Washington Post, sui media inglesi e tedeschi, da molti nostri telegiornali vengono citate sottovoce quasi si trattasse di un male ineluttabile, un fastidio di cui si vorrebbe fare volentieri a meno. Si distingue come sempre il TG1 di Minzolini, l’unico al mondo che riesce ogni volta a riportare le smentite indignate del Vaticano senza mai citare i fatti a cui si riferiscono.

E i fatti, per loro sfortuna, parlano chiaro. E’ ormai certo che il ciclone che sta travolgendo la Chiesa Cattolica non è lo sfortunato accadimento che mette insieme diversi crimini, slegati fra loro, emersi per sfortuna delle gerarchie ecclesiastiche tutti contemporaneamente.
No, è una linea continua che dal nordamerica, scende al centro e al sudamerica, diocesi per diocesi, e poi passa l’oceano e arriva all’isola più cattolica d’Europa, l’Irlanda e da qui si irradia in Francia e in Germania, lambendo il nostro paese. Uno dei pochi, assieme alla Polonia, dove il clero ha ancora il potere di mantenere una certa sordina alla questione.

Ebbene, a parte le suddette citazioni e qualche parola di scuse, tutti zitti. Non c’è dibattito né pubblico né a mezzo stampa. Perché se se ne dovesse parlare sul serio, abbandonando per un attimo la fredda cronaca o l’evocato scandalo, la pelosa ammissione o l’indignata smentita, allora sono guai. Bisogna infatti vedere in faccia la realtà e capire che la più grande organizzazione pedofila mondiale non albergava dietro qualche sito schermato della rete, né doveva sbattersi a raccattare bambini ai giardinetti. Si annidava invece comodamente nelle stanze arabescate degli Arcivescovadi, trovava rifugio nei conventi e nelle parrocchie, dove peraltro non mancavano mai bambini da plagiare o violentare. E se qualche malaccorto dava un po’ troppo scandalo e qualche voce fuoriusciva dalle sacrestie, ci pensava l’organizzazione a mettere tutto a tacere.
All’inizio si sono scoperti i primi livelli: preti che adescavano e superiori o vescovi cha sapevano e tacevano o si prodigavano a occultare i fatti e coprire gli orchi. Poi si è alzato il tiro: Monsignori, Cardinali, che non solo coprivano ma a volte erano addirittura coinvolti direttamente negli abusi. E infine è arrivato anche ciò che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile o comunque indicibile. Anche lui, l’attuale Papa, accusato di esser coinvolto in più di un caso di insabbiamento ai tempi in cui dirigeva la Congregazione per la Dottrina della Fede, ex Sant’Uffizio, quell’organismo che non ha equivalenti in uno Stato Laico ma che si può far corrispondere, per certe funzioni, al Ministero degli Interni e ai servizi di informazione e sicurezza.

E adesso? Adesso in Italia si continuerà a far finta di niente e a porgere pantofole da baciare e scambi di favori politici, ma nel resto del mondo la Chiesa Cattolica è in grandissima sofferenza, prossima forse a uno sconquasso simile – se non peggiore – a quello che nel XVI secolo portò alla riforma protestante.

Paolo Soglia

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