Il nuovo Cie a Bologna spacca il Pd. Rizzo Nervo dice no

Bologna, 9 feb. – Luca Rizzo Nervo stronca il centro di espulsione in via Mattei. L’ex assessore al Welfare, oggi candidato per un posto nel prossimo Parlamento nelle liste del Pd, volta pagina e prende pubblicamente le distanze dalla proposta del sindaco Virginio Merola, che si più volte si è detto disponibile ad ospitare sotto le Due Torri un centro di espulsione per i migranti. “Io ho un vizio, sono coerente“, ha detto stamane Rizzo Nervo dai microfoni di Radio Città del Capo durante un dibattito elettorale. “Ritengo la scelta del superamento del Cie una scelta giusta e credo che se non meglio specificata la scelta di un centro per il rimpatrio rischia di ripetere qualcosa che abbiamo visto e io non vorrei rivedere in questa citta‘”. Insomma, conferma, “io sono contrario” alla proposta di Merola.

      Rizzo Nervo sul nuovo Cie

 

Dopo l’intervista Rizzo Nervo ha esplicitato nel dettaglio il suo pensiero su facebook.

La proposta del sindaco è invece piaciuta a diversi esponenti dem, tra cui il segretario provinciale Francesco Critelli, altro candidato democratico alle politiche. Proprio Critelli viene preso di mira dal movimento femminista Non una di meno. “Solo pochi giorni fa il segretario del PD di Bologna Francesco Critelli – scrivono le femministe in un comunicato pubblicato su facebook – ha accolto con entusiasmo la proposta del sindaco Merola di aprire ‘CIE per delinquenti’, dichiarando che grazie a queste strutture si ridurrebbe il numero degli stupri. Il razzismo democratico invoca la violenza patriarcale per giustificare ulteriori restrizioni alla libertà di movimento ed espulsioni. Ancora una volta scompaiono le donne migranti, che a causa di quelle restrizioni incontrano quotidianamente lo stupro nei campi di detenzione in Libia, le violenze più brutali sui confini, e poi ancora le molestie sui posti di lavoro, che sono costrette ad accettare perché il lavoro è l’unica condizione per rinnovare il permesso di soggiorno”.

Ad appoggiare la proposta di un centro per il rimpatrio (anche se con riserve inerenti alla garanzia del rispetto dei diritti umani) è anche la democratica Marilena Fabbri. Contrario da subito invece il consigliere comunale del Pd Francesco Errani.

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Contrari, invece, anche gli altri candidati che hanno partecipato al dibattito elettorale, la forzista Erika Seta e la 5 stelle Alessandra Carbonaro. “Sono assolutamente contraria al centro di espulsione in via Mattei- dice la prima- questi centri diventano ingestibili e fonte di criminalita'”. Come fare allora ad espellere chi non hai requisiti? “Queste persone devono essere rispedite a casa quando arrivano”. “Abbiamo visto già il Cie e abbiamo visto cosa ha significato- dice Carbonaro- Questi problemi si risolvono con politiche dell’immigrazione che riescano a gestire il problema e su questo i governi precedenti hanno fallito”.

Il podcast con il dibattito completo:

      Rizzo Nervo - Carbonaro- Seta

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