Il Mercato di Mezzo festeggia il primo anno. “Modello assolutamente replicabile”


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Bologna, 8 apr.  – “Sembrava quasi impossibile, e invece dopo scelte coraggiose siamo qui, con migliaia di persone che ogni mese passano dal Mercato di Mezzo“. Gongola l’assessore Matteo Lepore, che pensa al suo progetto di esportare nel mondo il brand di Bologna come la “city of food” d’Italia. Ma gongola soprattutto chi nell’idea Mercato di Mezzo ha investito, e cioè Coop Adriatica che nel dicembre 2011 si è lanciata nel progetto di riqualificare una struttura centralissima eppure completamente inutilizzata da anni. Nell’aprile 2014 l’apertura. Oggi, un anno dopo, è tempo di primi bilanci e i numeri li snocciola Tiziana Primori, direttore Sviluppo Partecipate di Coop Adriatica. Nel 2014 il Mercato ha servito 400 mila clienti per un fatturato di 3,7 milioni di euro. Nel 2015 il giro d’affari potrebbe toccare i 5 milioni di euro, un risultato “al di sopra delle aspettative”. “Un modello che funziona e una scommessa che abbiamo vinto perché qui si sta bene e si mangia bene”, dice Primori che parla del Mercato di Mezzo come di un “modello assolutamente replicabile in futuro. Mettere assieme grandi e piccoli ristoratori è stato il punto di forza, i piccoli hanno la flessibilità e la capacità di innovazione, i grandi come Coop hanno invece la capacità di mettere in fila gli elementi di innovazione”. La concretezza alle idee, aggiunge Primori, arriverà “come sempre dal mercato e dalle opportunità che si presenteranno. Saranno loro a dire qualcosa”.

Per festeggiare la prima candelina dal 10 al 12 aprile il Mercato di Mezzo ha in programma una serie di eventi e degustazioni guidate. Per l’occasione Gino Fabbri, campione del mondo di pasticceria 2015, venerdì alle 18 presenterà la sua “Torta del compleanno”.

Interpellata sulle recenti vicendi che hanno colpito l’immagine della cooperazione italiana (ultima in ordine cronologico l’inchiesta che ha travolto manager di primo piano della Cpl Concordia) Primori reagisce citando Ivano Barberini, uomo storico delle coop emiliane. “Bisogna scegliere i migliori e controllarli come fossero i peggiori. Per questo – dice Primori – servono controlli rigorosi e regole chiare, e queste cose le abbiamo ancora più definite nell’ultimo congresso. Certo non è facile, l’Italia è un paese caratterizzato dalla corruzione”. Continua la manager che per Coop si sta occupando anche di Fico, la Fabbrica Italiana Contadina che a breve aprirà alle porte di Bologna: “La cooperazione è sana e fatta di uomini e donne che lottano una società diversa. Io la vivo così facendo Fico, un modo per ripensare Bologna come con il Mercato di Mezzo abbiamo ripensanto il centro”.

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