Il dubbio amletico del baskettaro: Rai o Sky?

Bologna 14 lug.- Il campionato è finito da un pezzo, ma in Legabasket è ancora tempo di sfide al cardiopalma. Questa volta, il match non verrà disputato su ventotto metri di parquet. A contendersi la vittoria finale non saranno dieci giocatori in canotta, bensì due colossi dell’informazione: la Rai e Sky (con possibilità che tra i due litiganti si inserisca la Gazzetta dello Sport). In palio non sono previsti i canonici due punti, ma i diritti televisivi della stagione sportiva che verrà.

La questione è da prendere con le pinze, il pronostico molto arduo. Per gestire questo delicato pre-partita, dunque, meglio andare sul sicuro e affidarsi a due autorità cestistiche dell’underground bolognese: Enrico Faggiano (giornalista del sito “Bolognabasket”) e, di ritorno su queste frequenze, Raffaele Ferraro (fondatore della pagina Facebook “La giornata tipo”).

“In Italia la pallacanestro non viene sostanzialmente pubblicizzata.Tuttavia, a livello mediatico, la finale di quest’anno trasmessa sulla Rai ha ottenuto risultati positivi sia per l’ottimo share registrato, sia perchè ha fatto parlare di sè anche su quotidiani che solitamente relegano il nostro sport a due trafiletti dopo l’oroscopo”, spiega Ferraro.

Per la prossima stagione siamo di fronte ad un bivio: il basket rimarrà in chiaro oppure tornerà in mano alla tv a pagamento? “E’ difficile dire dire quale sia l’ipotesi migliore: ovviamente sulla Rai la pallacanestro avrebbe una diffusione più capillare, con la possibilità di avvicinare a questo sport anche chi non lo segue. Su Sky, il pubblico sarebbe più di nicchia, ma il servizio offerto e il trattamento riservato al podotto basket raggiungerebbero un livello eccelso”, ha spiegato Ferraro, che ha poi aggiunto: “chi è abituato ad usufruire della tv a pagamento preferirebbe la seconda opzione. D’altro canto, per allargare il bacino di utenza, sarebbe meglio optare per la seconda, ma è necessario che il servizio offerto migliori: il basket in tv non può essere semplicemente l’ora e mezza della partita della Domenica. Servirebbe quantomeno una rubrica settimanale confezionata in modo decente e un pò più di lavoro dietro i match mandati in onda, magari un pre e un post gara con qualche intervista o contenuto aggiuntivo. Non preteniamo che i telegiornali nazionali aprano con notizie di pallacanestro, ma se questo sport viene comunicato in una maniera migliore, va da sè che i mass media che si occupano di sport vi dedicheranno più attenzione”.

Più schierato a favore di una linea “democratica”, invece, Enrico Faggiano. “Il basket ha bisogno di rendersi visibile ed essere accessibile a tutti”, via percorribile solo rimanendo in chiaro, ovviamente. Cedendo i diritti a Sky, la pallacanestro diventerebbe necessariamente uno spettacolo elitario: “meglio un Espresso per tutti che un Frecciarossa per pochi”. Incalzato sul dislivello della qualità del servizio offerto, risponde che la vera priorità è reiniettare interesse negli appassionati, cercando di estenderlo anche a chi non lo è: “non credo che, per uno spettatore che si approccia per la prima volta a questo sport, sia un problema se il telecronsta presenti Cinciarini come un’ala anzichè come playmaker. E’ ovvio che all’orecchio dell’appassionato l’informazione disturba, ma è un problema superabile”.

Faggiano ci informa poi che, probabilmente, “la decisione verrà presa oggi in assemblea di Lega”. Indipendentemente dall’esito, Ferraro si augura diplomaticamente “che chiunque prenda i diritti sappia sfruttarli al meglio”. Intanto noi baskettari, spiaggiati sul divano causa Flegetonte, attendiamo di sapere quale telecomando dovremo utilizzare dal prossimo ottobre.

di Lorenzo Balbo

 la foto in home ritrae il cestista statunitense Keith Langford quando giocava con la Virtus

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