Il cinema Capitol si ristruttura, i dipendenti perdono il lavoro


Bologna, 19 mag. – Chiude lo storico Cinema Capitol e i dipendenti vengono licenziati, dice la Cgil. “Chiude probabilmente, e comunque solo temporaneamente”, replica la società che lo gestisce per bocca del direttore del multisala Alessandro Morandi Berselli. “Il Cinema – ha spiegato Morandi Berselli – va in ristrutturazione e all’interno della ristrutturazione troveranno posto anche alcune novità, sicuramente un negozio. Probabile che le sale si riducano e anche le capienze”.  Una ristrutturazione che arriva dopo 15 anni da quella del 2002, voluta non dalla società cooperativa gestrice, Cine Servizi, ma dai proprietari dell’immobile. Due cose sono certe. La prima: stando alle regole edilizie del Comune di Bologna, almeno una sala dovrà rimanere. Nel 2009 la città adottava infatti la delibera ‘salva-cinema’, proprio per impedire il cambio di destinazione d’uso agli esercizi cinematografici. La seconda: se sulla chiusura del cinema c’è incertezza, sulle lettere di licenziamento per 10 dipendenti no. Le lettere infatti sono state inviate recapitate a casa dei lavoratori negli scorsi giorni. 

La notizia è arrivata ieri con un comunicato diffuso da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, nel quale è infatti specificato che il contratto di gestione di Cine Servizi sarebbe dovuto scadere nel 2021 ma è stata prevista una “rescissione anticipata”. Al momento ci sarebbe in corso una trattativa con una nuova proprietà ma Berselli promette che se il cinema dovesse “riaprire con Cine Servizi, verrà riofferto il lavoro” ai dipendenti. Con le sue 4 sale e 853 posti, il Capitol non aveva problemi di scarso afflusso, “ma se si riducono i posti sarà difficile che potranno essere riassorbiti tutti i dipendenti”, precisa Antonio Rossa di Slc-Cgil.

A metà aprile però, i dipendenti non hanno ricevuto solo la di licenziamento ma anche un’altra in cui “viene chiesta – spiega Rossa – la restituzione di cifre che la Cine Servizi avrebbe dato in più per un presunto errore: da centinaia di euro a migliaia di euro. Se dovessero trattenere le cifre noi lo considereremo un’indebita appropriazione”. La richiesta non arriva solo agli attuali dipendenti, ma anche a quelli passati, attualmente disoccupati, in pensione o che lavorano negli altri cinema del gruppo (Chaplin, Fossolo, Bristol). Un errore della consulente fiscale, spiega il direttore Morandi, che ricadrebbe sulle spalle dei lavoratori.

“La società era già nota per le ripetute denunce di mala gestione, di mancato rispetto delle norme contrattuali e di continui e prolungati ritardi nel pagamento degli stipendi”, spiegano i sindacati nel comunicato. Lo stesso contratto collettivo nazionale di lavoro, con cui erano assunti i dipendenti dell’esercizio cinematografico, era stato adattato alle esigenze della proprietà “per quanto riguarda gli orari, la flessibilità e le chiusure aziendali”, spiega Rossa. “Stiamo esaminando la situazione con i legali e valuteremo con l’amministrazione comunale che tipo di salvaguardia occupazionale può essere predisposta”.

L’intervista completa al direttore del Capitol Alessandro Morandi Berselli e ad Antonio Rossa di Slc-Cgil.

      Capitol

 

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.