Il caos ordinato di Carlo Barbagallo – Unplugged a Maps!

24 mag. – Non esistono limiti e confini di genere in 9, l’ultimo disco del siciliano Carlo Barbagallo. “Ho cercato di unire tutto quello che mi appassiona: dal soul all’improvvisazione, dal funk al southern rock“, spiega il musicista a Maps. Uscito il 5 maggio per Trovarobato, Malintenti Dischi, Stereodischi, Noja Recordings e Wild Love Records, la nuova creatura di Barbagallo punta alla libertà estrema, respirata all’interno degli ambienti jazz torinesi: “Stando a Torino ho vissuto molte esperienze di improvvisazione, insieme al collettivo Mediterraneo Radicale e Noise Delivery. Con queste basi, insieme al mio collettivo di musica elettroacustica CoMET, abbiamo percorso un viaggio nelle sfaccettature dell’improvvisazione, incentrate sullo sviluppo di nuove tecnologie, capaci di evolvere questo particolare linguaggio tra l’accademico e la strada“. Tutto questo confluisce spontaneamente nelle tracce dell’album 9, “senza nessuna forzatura, ma con un minuzioso lavoro di montaggio finale“. Un processo molto lungo, quello che ha portato alla definizione finale del disco: “Il punto di partenza è un songwriting molto più definito rispetto ai lavori precedenti. Da qui, insieme alla collaborazione di una ventina di musicisti, ho lavorato al caos di tutto il materiale raccolto negli ultimi quattro anni, riuscendo a mettere insieme tutte le anime sonore e fisiche accumulate nel tempo”.

Un disco compatto registrato con il proprio studio mobile in giro per l’Europa da un’artista nato con la musica: “Mio padre è musicista e, sin da piccolo, mi registravo suonando blues improbabili, con l’armonica e la chitarra che ho qui in studio. Il mio prossimo disco, infatti, parte dal materiale di quelle cassette, magari arrangiandolo. Si chiamerà Tatamme, come chiamavo la musica da bambino”. Aspettando questo nuovo lavoro, ascoltate la versione acustica di alcune tracce estratte da 9: “11 Dreams”, “Rust” e “Clowns”.

 

Elena Usai

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