Il caldo non molla, ma a spaventare è quel che potrebbe accadere dopo

Bologna, 21 lug. – Forse un primo, timido, respiro di sollievo potremo tirarlo sabato 25 luglio. L’Arpa infatti prevede che sul finire della settimana le temperature, almeno in Emilia Romagna, potrebbero abbassarsi. Contemporaneamente potrebbe aver luogo qualche temporale. Nulla di definitivo, però, perché i modelli matematici indicano che nella prima settimana di agosto ci sarà un nuovo aumento delle temperatura. “Caronte o Flegetonte non c’entrano nulla- spiega Carlo Cacciamani, direttore del servizio Idro-Meteo-Clima di Arpa – è il solito anti ciclone della Azzorre che da tanto tempo staziona sul nostra paese”. E’ come, spiega Cacciamani, “se uno avesse un figlio di nome Luigi, che decidesse di andare a studiare in Inghilterra e si allontanasse da casa per un periodo, e al suo ritorno, invece che chiamarlo Luigi lo chiamasse Paolo”. Il meteorologo è molto critico con il “meteo spettacolo” dei provider web che, pur di vendere pubblicità, “pompano” le previsioni a discapito della scientificità. “E’ impossibile prevedere cosa succederà a Bologna tra 15 giorni” spiega Cacciamani che aggiunge “si possono indicare le tendenze, ma dire che a Bologna pioverà dalle ore alle ore e ci saranno tot gradi è falso”.

Al di là della scarsa scientificità delle previsioni sui siti web, a preoccupare però Cacciamani sono i fenomeni che potrebbero seguire il caldo eccezionale di queste settimane (più calde di ben 6 gradi rispetto alle medie del periodo). Nello specifico, all’orizzonte, potrebbero esserci eventi temporaleschi di altrettanto eccezionale intensità, come accaduto ad inizio luglio in Veneto. Per spiegarsi Cacciamani descrive l’atmosfera come una molla: l’aria calda, più leggera, tende a salire verso l’alto, mentre l’aria fredda, al contrario, tende a scendere. Il fatto che negli strati più bassi dell’atmosfera stazioni da tempo aria sempre più calda, il rischio a cui si va incontro, secondo il direttore di Arpa Meteo, è che prima o poi, il premere dell’aria fredda su quella calda, dia vita a celle temporalesche molto potenti che possano saltare in maniera imprevedibile, come una molla che, caricata, improvvisamente, si spezzi. In altre parole, quando il grande caldo finirà, potrebbe essere salutato da eccezionali fenomeni temporaleschi.

 

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