Il Bologna vede scivolar via il secondo posto

E’ un Bologna che a 3 o a 4 dietro non sa giocare che così: lunghissimo, ruminante e macchinoso.
Nella prima mezz’ora succede poco: una palla per Mancosu che si smarca in area e spara sul portiere e alcune sortire di Sansone che non prende però la porta. Il redivivo Acquafresca è evanescente e il centrocampo arranca aggrappandosi a Casarini e agli arzigogoli di Matuzalem.
Col passare dei minuti lo Spezia comincia a capire che il colpo al Dall’Ara è possibile e proprio allo scadere ha la sua migliore occasione con Nenè che si vede impallare il tiro a colpo sicuro dall’area piccola da Casarini  che si butta alla disperata a Da Costa battuto.

Nella ripresa stessa musica: i cambi di Lopez sono tardivi (Cacia all’80°) e inutili (l’impalbabile Improta per l’evanescente Acquafresca). Il Bologna butta in avanti delle palle senza troppa convinzione giocando lunghissimo, in 60 metri e consentendo così allo Spezia di ripartire e mettere i brividi alla difesa rossoblù, con Masina (migliore in campo con Casarini) costretto agli straordinari.
Nell’ultimo minuto di  recupero il Bologna si butta tutto davanti per cercare il colpo da tre punti da calcio d’angolo, ma sulla respinta si innesta il contropiede dello Spezia che porta Catellani solo davanti a Da Costa: il tiro dello spezzino a fil di palo è sporcato dal portiere brasiliano e scivola a lato di un soffio nell’incredulità di tutto lo stadio che l’aveva già vista dentro.

Ora il Bologna è pari col Vicenza ma terzo per via degli scontri diretti in attesa di sapere cosa farà il Frosinone a Livorno che è distante solo due punti. La squadra di Lopez appare svuotata, spaventata, senza forza e senza idee. Manca pure il giocatore a cui aggrapparsi.
A questo punto non solo è a rischio la promozione diretta ma pure il terzo posto non è sicuro. E lecito chiedersi se continuare con questo allenatore o tentare il tutto per tutto, cercando la scossa dalla panchina nelle ultime sei gare.

 

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