Il 15 inizia la scuola, il 23 la prima notte bianca di protesta

corteo scuola 10 ottobre

Bologna, 7 set. – Il 15 settembre sarà il primo giorno di scuola per gli studenti dell’Emilia Romagna e con la ripresa delle lezioni riprende anche la protesta di insegnanti, genitori e studenti contro la riforma della scuola approvata dal governo Renzi. Se a Firenze un’assemblea degli insegnanti rischia di fermare le lezioni prima ancora di iniziarle, a Bologna e in regione i sindacati sembrano intenzionati a convocare assemblee unitarie già nella prima settimana. Lo ha detto questa mattina ai nostri microfoni Giovanni Cocchi, uno degli insegnanti più attivi nella protesta contro la scuola delineata dalla legge 107.

Il 23 settembre prossimo il movimento bolognese darà vita alla prima notte bianca dell’anno scolastico e per ottobre si delinea all’orizzonte uno sciopero con manifestazione nazionale. A novembre, invece, il movimento si ritroverà per un nuovo appuntamento nazionale: “Per fare il punto- spiega Cocchi- sugli strumenti tecnici per fare anche una lotta di opposizione e ostruzionismo sulle parti della Riforma che riteniamo più cattiva scuola”

Il weekend appena concluso ha visto a Bologna la riunione nazionale del movimento che difende la scuola pubblica. Per due giorni, in piazza Scaravilli, centinaia di rappresentanti di sindacati, associazioni, collettivi, partiti, movimenti si sono confrontati su come portare avanti, nelle scuole e nelle piazze, l’opposizione alla “buona scuola”. Due i temi principali affrontati nella due giorni: “Sabato ci siamo concentrati sul rilancio della Legge di iniziativa popolare– spiega Cocchi-, che aveva bisogno di alcune modifiche” che, una volta ultimate, vedranno una nuova raccolta di firme per la presentazione al Parlamento. Di firme se ne è parlato anche domenica, quando oltre trecento rappresentanti si sono confrontati sull’ipotesi di ricorrere all’arma referendaria contro la legge 107. “Non corriamo- spiega ancora Cocchi-. Il percorso è un percorso con molta volontà di arrivare in porto, ma con molte cautele e molte valutazioni. Nessuno ci corre dietro. Il periodo migliore per raccogliere sarà la prossima primavera”. Entro la fine dell’inverno, spiega Cocchi, verranno predisposti i quesiti dai costituzionalisti e poi le sigle del movimento si rivedranno per studiare come organizzare la raccolta firme. All’orizzonte c’è anche l’idea di unire la battaglia contro la legge della ‘Buona scuola’ altri referendum: contro il Jobs Act, su temi ambientali. “Una vera e propria campagna referendaria su più fronti” spiega Cocchi.

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