Ikea. Sciopero contro la cura dimagrante in busta paga

Bologna, 9 lug. – Come in tutti i negozi Ikea italiani, anche a Casalecchio di Reno i lavoratori sabato 11 luglio faranno un’intera giornata di sciopero, proclamata dalle sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil. Contestano la decisione dell’azienda, comunicata a fine maggio, di dare disdetta del contratto integrativo, che garantisce una parte non trascurabile del loro salario.

Le buste paga più magre saranno per chi fa l’orario part time, ovvero la maggior parte dei dipendenti Ikea, impiegati in media per 23 ore alla settimana. Guadagnano 7-800 euro netti al mese e rischiano di perdere circa 150 euro. Quello che più preoccupa i lavoratori è l’intenzione di modificare le maggiorazioni finora riconosciute per il lavoro domenicale, che scenderebbero dal 70 al 30%. Le novità si aggiungono a un contratto scaduto ormai da due anni nella parte economica.

Prendendo spunto dagli store meeting aziendali, sabato, durante lo sciopero, i lavoratori del punto vendita di Casalecchio di Reno stanno organizzando un evento, per confrontarsi fra loro e coinvolgere anche i clienti.

Ikea ha dichiarato 53 milioni di perdite, ma secondo i lavoratori questa cifra va considerata in un contesto più ampio. “Ikea non rischia di chiudere e quei soldi non servono per evitare che vengano tagliati posti di lavoro, li cerca da noi per aprire nuovi punti vendita”, dice ai nostri microfoni Ivan Di Fortunato, che fa parte della rappresentanza sindacale unitaria di Bologna.

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