I suoni che raccontano la ciclicità della vita – Cabeki live

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14 nov. – La ciclicità come principio base della vita: tutto nasce dal disgelo, mostrando una prima luce che condurrà, piano piano, all’ultima. Questa la linea narrativa dell’ultimo disco di Cabeki (Andrea Faccioli), Non ce la farai, sono feroci come bestie selvagge, già nostro disco della settimana. Un titolo lungo, complesso al primo sguardo, ma che il musicista spiega ai microfoni di Maps: “Ci sono due strade interpretative. La prima riguarda la difficoltà produttiva e distributiva che ho incontrato durante il percorso. La seconda strada racconta la vita attuale e sociale dell’uomo, una ciclicità dove dal buio si giunge sempre alla luce, e viceversa”.

Il nuovo lavoro arriva a quattro anni di distanza dall’ultimo Una macchina celibe e la differenza si sente: “Ho voluto dare maggiore spazio alla chitarra, accompagnata da un quartetto d’archi composto da violoncello (Daniela Savoldi), viola (Maddalena Fasoli) e violini (Stefano Roveda)”, ci racconta Andrea. “L’obiettivo era quello di usare pochi colori che dessero più completezza al tutto”. E tra i suoni che si sentono nell’album uscito per Sidecar/Brutture Moderne ce n’è qualcuno che proviene da strumenti costruiti o modificati dallo stesso musicista che, sin da piccolo, ha covato questa passione: “Mi è sempre piaciuto armeggiare con il legno e i cacciaviti: le chitarre le assetto io, oltre che assemblare strumenti come lo zither (di origine persiana) e il salterio (di origine medievale), che ho posto uno sopra l’altro per suonarli contemporaneamente.”

Non ce la farai, sono feroci come bestie selvagge è un disco che fa lavorare la testa, prendendovi per mano e conducendovi verso luoghi sconosciuti, o forse no. Qua sotto potete ascoltarne una parte live, aspettando la data bolognese del 4 dicembre al Nero Factory.

Elena Usai

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