I Ministri: niente ansia, per favore

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23 ott. – “D’ora in poi tutte le interviste telefoniche vengo a farle qua”, ha affermato Federico Dragogna dei Ministri, quando l’abbiamo raggiunto telefonicamente in Svizzera: ma il musicista milanese dovrà lasciare il territorio elvetico, visto che il tour di Cultura Generale – dopo un giro di presentazioni in libreria – è atteso oggi a Roma e domani toccherà la nostra città, con un concerto all’Estragon. L’album, uscito a settembre, è stato registrato in presa diretta a Berlino da Gordon Raphael, già al lavoro con Strokes e Libertines. “L’abbiamo scelto perché avevamo voglia di fare un’esperienza diversa, fuori dall’Italia e dalle sue ansie: l’ansia di arrivare a qualcosa di sempre più grande, pop e trasversale. Una cosa che tocca tutti, dal mainstream agli indipendenti. Raphael non accetta alcuna modalità correttiva dell’audio, nessuna: le canzoni che sentite nel disco sono suonate dall’inizio alla fine, sono una singola esecuzione”: un disco rock, come ha tenuto a specificare più volte Dragogna, che suona diretto e live.

E sul rapporto tra versione in studio e live dei dischi, torna l’ansia di cui sopra: “Certe band fanno il disco, imbellettato, photoshoppato e poi devono portarlo in giro e hanno la preoccupazione di farlo suonare sul palco come in studio”, una preoccupazione che la band milanese non ha, visto che Cultura Generale suona come “un disco scarnissimo, alla vecchia” e, aggiungiamo, un disco piuttosto arrabbiato verso persone e cose. “Ce l’abbiamo con i piccoli sceriffi di Nottingham che vogliono mettere i bastoni tra le ruote a chiunque faccia musica, organizzi festival e concerti, soprattutto se queste attività vengono fatte senza alcuna bandiera politica. Facendo rock in Italia ne abbiamo viste di tutti i colori: le cose sono cambiate davvero poco”, ci ha raccontato il nostro ospite. Ecco tutta l’intervista realizzata in diretta l’altroieri a Maps.

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