I Grillini e “l’uomo nuovo”

Dunque, la lista 5 stelle ha avuto successo. Tanto, pure troppo, nel senso che il loro obiettivo minimo è stato raggiunto (Favia eletto) e pure superato (eletto un secondo consigliere  in Regione). Sulla scelta di chi dovesse essere il beneficiato si è appena conclusa la prima lite interna con tanto di possibile scissione. Per scegliere il loro secondo consigliere i grillini hanno chiesto a  40 “grandi elettori”, in rappresentanza di tutto il movimento emiliano romagnolo, chi tra i due secondi arrivati dovesse andare a sedere in viale Aldo Moro.

La modenese Sandra Poppi (oltre 700 preferenze) ha ricevuto solo 8 voti, mentre gli altri 31 hanno votato per il “bolognese” Andrea Defranceschi, stretto collaboratore di Giovanni Favia, che ha preso però 376 preferenze.
Tutto regolare per alcuni, non per il consigliere modenese del Movimento 5 stelle Vittorio Ballestrazzi che ha gridato allo scandalo, convocando una conferenza stampa in cui ha presentato un frammento audio nel quale Giovanni Favia, a gennaio, si sarebbe impegnato a lasciare a Modena la scelta del consigliere, infine si è rivolto direttamente a Beppe Grillo chiedendo di “intervenire perché siano preservati i principi cardine del movimento”. A breve giro gli è arrivato l’invito a togliere il disturbo.

Nei blog dei grillini fioccano accuse e contraccuse: tra chi chiede la cacciata di Ballestrazzi, invitato a tornare ai Partiti (i Verdi) da cui proviene e chi parla invece di “tradimento” del movimento da parte dei dirigenti bolognesi. la Poppi tace, alcuni militanti si scambiano frecciate velenose, altri semplicemente parlano di “crisi di crescita” e dicono che bisognava mettersi d’accordo prima.

Fuori molti ovviamente se la ridono, in primis i “vecchi” partiti. Per loro la lotta per la poltrona è pane quotidiano e il battesimo del fuoco dei grillini è osservato con tenerezza e malcelato entusiasmo. Sembrano dire: “ecco vedete? Fanno proprio come noi..” L’idea che un movimento nuovo cambi radicalmente mentalità e prassi, ed elimini totalmente gli antichi vizi della politica, è vecchia quanto il mondo.

Purtroppo non ha mai funzionato. Ci si è provato nel 1789, arrivando ad affermare solennemente principi di uguaglianza e fraternità che sono ancora spesso ben lungi dall’esser raggiunti. L’ultimo “grandioso” esperimento è novecentesco: il socialismo rivoluzionario e il  comunismo, nelle intenzioni dei teorici, avrebbero cambiato in maniera così profonda la società e i rapporti di produzione da creare “l’uomo nuovo”.
Un uomo non più schiavo di egoismi e avidità introdotte e fomentate dal sistema di produzione capitalistico. Questo “nuova umanità” tuttavia è rimasta però solo nelle intenzioni. Finite le fiammate rivoluzionarie ecco subito ricomparire gli antichi e annosi problemi: sete di potere, crudeltà, avidità, piaggeria, servilismo, egoismo e conformismo.
Anche in tempi più recenti tanti movimenti politici nati sulla base di una critica radicale dell’esistente si sono spesso atrofizzati in piccole consorterie di personaggi pronti a scannarsi per l’uso del marchio e per la piccola egemonia su una piccola area politica.

Gli amici di Beppe Grillo hanno obiettivi ben più modesti rispetto ai rivoluzionari d’allora. Stiano quindi sereni e imparino che la sfida non è essere un modello di perfezione, peraltro irraggiungibile, è molto più importante (anche se più difficile) costruire al proprio interno relazioni migliori giorno dopo giorno, più chiare e trasparenti rispetto al passato. Adesso rischiano di essere travolti dal loro (piccolo) successo, a meno che non si diano regole chiare e condivise, magari evitando scorciatoie semplificatorie tipo quella che spesso risuona in alcuni discorsi: “decide la rete”. La rete non decide nulla, come non decideva nulla “l’assemblea” trent’anni fa. Decidono come sempre le persone: magari è opportuno che stabiliscano una volta per tutte, e in maniera condivisa, il “chi”, e soprattutto il “come”.

Paolo Soglia

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2 commenti

  1. Analisi molto brillante, condivido in pieno i contenuti. Penso che tanto più i movimenti “nuovi” si autocelebrano come diversi rispetto agli altri, più corrono il rischio di assomigliargli. Oltre alla legalità e alla trasparenza, penso che oggi come oggi la cosa veramente rivoluzionaria possa essere la sobrietà.

    Comment by maurizio on 12/04/2010 at 18:47

  2. Poichè il fatto mi ha colpito, ho cercato di approfondirlo. La versione dei fatti trovata qui ( http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2010/04/chi-sbraita-per-delle-poltrone-e-interessato-solo-a-quelle.html ) mi soddisfa (almeno questa volta)

    Comment by vittoriano on 13/04/2010 at 12:35

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