I dischi della settimana di Class, Maps e Humus

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DiscoClass
Black Mountain – IV – Jagjaguwar
Il combo di Vancouver torna con un nuovo disco a sei anni di distanza dal precedente: i Black Mountain sono da sempre però un collettivo con tanti progetti collaterali, che ormai possiamo considerare tra i pilastri del rock di questi decenni. Classici, ma mai banali, in questo IV possiamo apprezzare diversi momenti spacey e ottimi incroci vocali e come sempre l’impressione che rappresentino un ideale punto d’incontro tra approccio freak e roccioso hard rock. Sicurezze.

DiscoMaps
Bombino – Azel – Partisan Records

Il terzo disco del coinvolgente desert-bluesman è un ulteriore passo avanti nella carriera di Bombino: con la produzione di Dave Longstreth dei Dirty Projectors, Omara Moctar parte dai racconti e dalla musica della sua gente, i tuareg, per esplorare altre terre. In Azel ci sono sfumature reggae e dancehall, ma è il senso generale di sicurezza che colpisce: ogni brano è suonato splendidamente, ogni passaggio della chitarra di Bombino è suonato magistralmente

DiscoHumus
Federico Albanese – The Blue Hour – Neue Meister
Il pianista-compositore milanese, da anni residente a Berlino, è tornato con un nuovo, affascinante progetto. Tra i migliori esempi di minimalismo neo-classico, Albanese sa creare spazi evocativi di raffinata bellezza al pari di artisti del calibro di Dustin O’Halloran o Max Richter. Esplora le molteplici potenzialità della musica da camera costruendo partiture che spaziano dall’utilizzo del pianoforte al sintetizzatore, dal violoncello alla chitarra elettrica, dal contrabbasso all’elettronica ambient. Uno struggente distillato di malinconico lirismo.

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