I dischi della settimana di Class, Maps e Humus

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DiscoClass
The Range – Potential – Domino
Sono passati 3 anni da quando James Hinton ha pubblicato il suo album di debutto Nonfiction: da allora il produttore di Brooklyn pare non aver perso il vizio di creare suoni elettronici particolarmente eclettici, con ritmi e atmosfere che cambiano pezzo dopo pezzo, in cui beats, bass music, r’n’b e altri sottogeneri si fondono con facilità. Particolarità del disco, che probabilmente ne limita anche la libertà e la creatività, è che le voci  sono catturate su YouTube, sperando di portare alla ribalta gli artisti in questione. Versatile.

DiscoMaps
Motta – La fine dei vent’anni – Woodworm
Il debutto solista di Francesco Motta, già dei Criminal Jokers, è finora uno dei dischi italiani più belli di quest’anno. Il giovane musicista mette insieme pop e canzone d’autore con l’aiuto alla produzione di Riccardo Sinigallia e di una marea di ospiti, dal batterista dei Bud Spencer Blues Explosion Cesare Petulicchio fino a Giorgio Canali. Il risultato è un album sorprendente che non fa scorgere mai, nemmeno in lontananza, un’ombra di banalità nei suoni e nei testi, pur parlando dell’universalmente nota difficoltà del passaggio alla vita adulta.

DiscoHumus
Vijay Iyer Trio – Break Stuff – ECM

Il quarantacinquenne pianista, compositore, produttore newyorkese, dopo vari progetti dedicati alla musica elettronica e a quella cameristica, è tornato ad incidere con il suo trio acustico (sono insieme dal 2004). In compagnia del contrabbassista Stephan Crump e del batterista Marcus Gilmore ha realizzato l’ennesimo grande album, aggiungendo ulteriori, preziose tessere ad una personale e sempre in evoluzione interpretazione dell’arte del piano trio nel jazz. Una sensibilità compositiva ed esecutiva costantemente proiettata in avanti e però lucidamente ancorata ai maestri. Ne sono uno splendido esempio gli omaggi a Thelonious Monk, Billy Strayhorn, John Coltrane.

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