I dischi della settimana di Class, Maps e Humus

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DiscoClass
Adrian Younge – Something About April 2 – Linear Labs

Artista che riesce a reinterpretare originalmente soul e colonne sonore, la grande lezione del funk anni ’70 e il linguaggio hip hop, Adrian Younge e i suoi musicisti riescono, sorprendendoci, a creare un sottogenere che fonde la lezione morriconiana a quella di Curtis Mayfield con la partecipazione di voci provenienti da varie estrazioni, come quella di Bilal e di Laetitia Sadier degli Stereolab. Sorprende e affascina l’utilizzo di strumenti e campionamenti che rendono il suono di questo disco unico. Morboso.

DiscoMaps
Tindersticks – The Waiting Room – City Slang
Il decimo disco della band inglese è un ottimo modo per festeggiare il quarto di secolo di attività dei Tindersticks, che decidono – dopo avere spesso associato la loro musica al cinema – di affiancare ogni canzone ad un videoclip appositamente creato dallo splendido team de La Blogothèque. Undici canzoni raffinatissime che vedono tra gli ospiti anche la compianta Lhasa de Sela in “Hey Lucinda” e la protagonista dello scorso disco della settimana di Maps, Jehnny Beth delle Savages, che affianca Stuart Staples in “We Are Dreamers”.

DiscoHumus
Stefano Battaglia trio – In the Morning – ECM
Un altro gran bel disco di jazzisti tutti italiani per la prestigiosa etichetta di Manfred Eicher. Con questo sesto lavoro per ECM, il pianista milanese ha raggiunto una maturità espressiva davvero molto alta, abbandonando per l’occasione le vesti del compositore e dedicandosi all’interpretazione di alcune opere dell’autore statunitense Alec Wilder (1907-1980). Un’approfondita riflessione quasi del tutto concentrata sull’aspetto melodico delle sue composizioni da camera, qui riarrangiate per trio jazz. Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria eseguono le partiture in perfetta simbiosi con il leader.

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