I dischi della settimana di Class, Maps e Humus

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DiscoClass
Karl Hector and the Malcouns – Can’t Stand the Pressure – Now Again
Funk, jazz e psichedelia: non è la preghierina che recito tutte le notti prima di andare a nanna, ma la formula che riempe le creazioni di questa band di artisti di varie provenienze. Oltre a questo ci sono forti influenze da nord e west Africa che rendono la raccolta di questi 4 ep, contenuti dentro questo cd, una miscela di 24 tracce che racconta l’ormai decennale carriera di questa formidabile esperienza. Contaminati.

DiscoMaps
Daughter – Not To Disappear – 4AD
Il secondo disco della band di Londra è suadente e notturno, malinconico e intenso, con delle inaspettate punte di aggressività. La produzione di Nicolas Vernhes (già al lavoro con gli Animal Collective) non ha reso più colorata la tavolozza del trio: le dieci tracce sono tinte di blu, grigio e nero, e delinano magistralmente storie di disperazione e tristezza, con una capacità narrativa più consapevole e adulta.

DiscoHumus
Danilo Perez – John Patitucci – Brian Blade – Children of the Light – Mack Avenue Rec.
Assoluti fuoriclasse dei rispettivi strumenti (piano, contrabbasso, batteria), conosciuti in tutto il mondo anche grazie alla decennale collaborazione con Wayne Shorter, presentano il loro debutto come trio. Spunti di jazz pan-americano, improvvisazioni avanguardistiche, placide atmosfere neo-classiche. L’intesa è perfetta, il risultato eccellente.

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