I dischi della settimana di Class, Maps e Humus

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DiscoClass
Dam Funk – Invite the Light – Stones Throw
In occasione della settimana in cui il palcoscenico, e in parte anche le nostre frequenze, sono occupate dal roBOt Festival, evento dedicato all’elettronica, scelgo uno dei protagonisti che si esibirà in questa ottava edizione. Dam Funk è un veterano: al suo terzo album, il suo electrofunk è da sempre considerato un’ottima base per l’hip hop West Coast, ma in questa sua ultima fatica c’è una vena pop che non guasta affatto. Tra le collaborazioni spicca quella con Ariel Pink e con l’icona P funk J. Morrison, che contribuiscono a un disco carico e fluido che ci riporta in atmosfere black anni ’90. Pulsante.

DiscoMaps
John Grant – Grey Tickles, Black Pressure – Bella Union
Il terzo album del nostro beniamino prosegue il discorso del precedente Pale Green Ghosts, ma non dimentica l’esordio Queen of Denmark: ai synth che dominano l’album, infatti, il musicista ormai di stanza in Islanda aggiunge anche momenti più acustici. Si parla d’amore in maniera spesso cattiva e sarcastica, anche grazie all’aiuto di Amanda Palmer, Tracey Thorn e Budgie, l’ex batterista di Siouxsie. L’ inizio e fine sono affidati a due estratti della prima lettera di San Paolo ai Corinzi, il titolo mischia due espressioni islandesi e turche che, insieme, vogliono direi “incubi della crisi di mezza età”. John Grant è tornato a raccontarsi e raccontarci.

DiscoHumus
Abrams – DeJohnette – Gray - Mitchell – Threadgill – Made in Chicago – ECM
Un inedito quintetto democratico senza leader per celebrare i 50 anni della AACM (associazione di musicisti afroamericani dai forti connotati politici) fondata, da alcuni di loro, proprio a Chicago. Per DeJohnette si tratta di un esordio nel free-jazz, mentre gli altri ne sono stati fra i principali artefici. Dei super veterani che sfoggiano, disinvolti e leggeri, un’incredibile, energica, vivace, inarrestabile creatività.

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