I dischi della settimana di Class, Maps e Humus

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DiscoClass
Tame Impala – Currents – Modular Recordings
Al ritorno dalla pausa estiva, mi ritrovo con diversi dischi usciti in questi mesi, degni di un passaggio in Class. Uno di questi, uscito da qualche settimana è il terzo lavoro per la band australiana, sempre più progetto nelle mani di Kevin Parker che continua il suo viaggio psichedelico abbandonando il rock finora frequentato e, senza voltarsi indietro, inserisce con perizia elettronica a piene mani. Nascono così una serie di variegati pezzi con influenze psych-pop, bassi funk, soul e atmosfere ambient. Evoluto.

DiscoMaps
Julia Holter – Have You In My Wilderness – Domino Records
Il quarto disco della musicista californiana è il perfetto punto di incontro tra la ricercatezza dei primi lavori, spesso ispirati a opere letterarie, e una forma intorno alla quale la Holter lavora da sempre. Il percorso cominciato con l’ultimo Loud City Songs arriva quindi a compimento: ricco di melodie e arrangiamenti originali, Have You In My Wilderness è un album di pop d’avanguardia che riesce ad essere insieme ricco, raffinatissimo e naturalmente diretto e coinvolgente per l’ascoltatore.

DiscoHumus
Anouar Brahem – Souvenance – ECM
Con questo nuovo, eccellente lavoro in due 2cd, l’autore tunisino, virtuoso di oud, si è concentrato sull’aspetto compositivo mettendosi in disparte con il proprio strumento. Ha costruito un elaborato mosaico di suoni, combinando alla perfezione il pianoforte di François Couturier, il clarinetto basso di Klaus Gesing, il contrabbasso di Bjorn Meyer, l’Orchestra della Svizzera italiana diretta da Pietro Mianiti. Atmosfere cameristiche, improvvisazioni jazz, forti echi di musica classica araba per un’opera di grande atmosfera e intensità.

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