I dischi della settimana di Class e Maps

dischisettimana

DiscoClass, di MorraMC
Yussef Kamaal – Black Focus – Brownswood Recordings
Yuseef Dayes
e Kamaal Williams suonano divinamente batteria e tastiere e, come spesso succede in Gran Bretagna, interpretano il jazz da autodidatti, trovando contatti con grime e jungle e strutturando un suono che sembra uscire direttamente da una radio pirata. Il loro primo disco registrato con il novello Re Mida Malcom Catto degli Heliocentrics è fresco e diretto, ma non manca di passaggi raffinati ed elaborati e il groove si può trovare anche tra le pieghi dei pezzi più minimali. Il progetto nasce in una Boiler Room dello stesso Williams aka Henry Wu che suonando con Dayes  scopre di avere con lui una grande sintonia. Splendente.

DiscoMaps, di Francesco Locane
Howe Gelb – Future Standards – Fire Records
A dieci anni da Sno Angel (di recente ristampato dalla stessa Fire Records) Howe Gelb torna a esplorare la tradizione: se nel disco del 2006 l’obiettivo era puntato sul gospel, in Future Standards l’uomo dietro ai Giant Sand esplora la forma classica della canzone jazz statunitense, quella di Cole Porter e Frank Sinatra. I dodici pezzi del disco sono, appunto, standard del futuro, brani scritti con lo stile armonico, melodico e timbrico dal quale deriva molta della musica che abbiamo amato negli ultimi decenni. Arrangiamenti acustici, con il pianoforte al centro della scena e la partecipazione della folksinger Lona Kelley che dà un tocco di freschezza all’album, che riesce a essere autentico senza cadere nell’imitazione o nella nostalgia fine a se stessa.

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