I dischi della settimana di Class e Maps

dischisettimana

DiscoClass, di MorraMC
Tall Black Guy – Let’s Have a Trip – First Word Records
Terrence Wallace, producer di Detroit, è il classico artista che si muove a piccoli ma sicuri passi. Questa sicurezza gli deriva dall’ amore sviscerato per i generi che compongono la sua tavolozza sonora, funk, soul e jazz da cui nascono i sui morbidi sample, accompagnati a una batteria con molto swing. Ne esce un disco, che oltre ad avere le caratteristiche dell’hip hop più soulful è l’esempio di come lo spirito Motown sopravviva agli anni che passano ispirando artisti con varie sfumature black, facendolo amare da personaggi come Gilles Peterson e Questlove. Un viaggio emozionante e spirituale che non si ferma all’estetica, ma scende anche nelle radici delle problematiche sociali e critica il razzismo diffuso negli States. Elegante.

DiscoMaps, di Francesco Locane
Hope Sandoval & the Warm Inventions – Until the Hunter – Tendril Tales
A sette anni dall’ultimo album insieme tornano Hope Sandoval dei Mazzy Star e Colm Ó Cíosóig dei My Bloody Valentine: i musicisti in Until the Hunter distillano la materia onirica infusa nel suono delle band da cui provengono per incanalarla in ballate che sanno di folk, grazie all’uso di chitarre slide e fingerpicking, o per trasformarla in visioni più oscure, ammorbidite da dolcezze dream pop. Su tutto, però, c’è il piacere che dona alle orecchie ogni singolo brano dell’album: la voce della Sandoval è celestiale e intrigante e sa mischiarsi agli organi che innervano la lunga traccia iniziale o al timbro e alla chitarra di Kurt Vile nell’ospitata più prestigiosa del pacchetto.

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