Human: il teatro che sconfigge il pregiudizio sul migrare

 

Human-post

2 feb. – “D’armi io canto e dell’eroe che, primo, dalle coste di Troia venne all’Italia, profugo per suo destino”. Il passo dell’Eneide appena citato è solo una delle suggestioni che ha dato vita allo spettacolo Human, scritto da Marco Baliani (che ne firma anche la regia) e Lella Costa: “Abbiamo unito l’ispirazione virgiliana di Marco con la mia reminiscenza del mito di Ero e Leandro, i due amanti separati dalle rive dell’Ellesponto”, racconta Lella ai microfoni di Piper, in occasione della data a Crevalcore del 31 gennaio. “L’obiettivo è interrogare il concetto di umanità, ecco il perché della linea sbarrata nel titolo, come a significare la presenza dell’umano e al tempo stesso la sua negazione“. Sino a che punto siamo disposti ad abbassare questa sbarra? Sino a che punto siamo a disposti a svendere e mettere in discussione il nostro principio e concetto di umanità? Questi sono i dubbi e le domande che Marco e Lella pongono agli spettatori: “Il nostro non è uno spettacolo passivo, spiazziamo chi ci guarda e ascolta con continui cambiamenti di linguaggio“, continua Lella. “In questo modo cerchiamo di trasmettere il senso di dubbio, un percorso continuo verso realtà ignote. Solo così, entrando in queste realtà e instaurando relazioni con l’Altro, i pregiudizi e gli stereotipi che ci portiamo dietro possono svanire”.

Tematiche antiche e, purtroppo, fortemente attuali, vengono affrontate senza rinunciare all’ironia, con un contorno musicale e scenografico di alto livello. Infatti, le musiche sono curate dal musicista jazz Paolo Fresu, mentre i costumi sono realizzati dallo stilista sardo Antonio Marras. Human  è ora in tournée, mentre qui sotto potete ascoltare l’intervista completa.

 

Elena Usai

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.