Hera. I sindaci della Romagna contro Merola: non sistemi i conti a nostro danno

Bologna, 15 apr. – “Bologna non può pensare di condizionare le scelte della Regione per sistemare i suoi conti”. La scelta di Virginio Merola di non vendere più le azioni di Hera scatena la controffensiva dei sindaci romagnoli. In una nota congiunta Paolo Lucchi ( primo di cittadino di Cesena), Davide Drei (Forlì), Fabrizio Matteucci (Ravenna) e Andrea Gnassi (Rimini), si dicono stupiti dalla retromarcia del collega bolognese e si mostrano molto preoccupati per il fatto che Merola punti ad incamerare, in sostituzione degli introiti derivanti dalla vendita delle azioni Hera, i fondi europei della Regione. Una torta che ovviamente fa gola anche alla Romagna.
Nella nota, peraltro, i sindaci mettono in evidenza il repentino cambio di programma di Merola sulle quote della multiutility. “Non intendiamo entrare nel merito di questa libera decisione di ogni singola amministrazione- premettono- anche se non possiamo fare a meno di ricordare come proprio l’amministrazione bolognese avesse sostenuto, con determinazione, la tesi opposta negli ultimi mesi del 2014″. Al di là di questo, “che comunque non è un dettaglio”, a preoccupare sono le parole con cui in conferenza stampa il sindaco metropolitano ha giustificato il suo “improvviso ripensamento”. “In particolare, stando ai resoconti di stampa, ”l’inversione ad U” sarebbe dovuta all’idea di sostituire le risorse provenienti dalla vendita delle azioni di Hera con la prospettiva di ottenere una quota importante nella ripartizione dei fondi europei in capo alla Regione. Ciò in aggiunta ai fondi destinati alla Città metropolitana e la quotazione in borsa dell’aeroporto. Ma è la prima ipotesi che ci sconcerta e ci preoccupa”.

A quel che risulta ai primi cittadini romagnoli, infatti, “nulla è stato ancora deciso sull’erogazione del danaro assegnato da Bruxelles e quella di Merola pare una vera e propria ”fuga in avanti”, davvero fuori luogo. Bologna non può pensare di condizionare le scelte della Regione per sistemare i suoi conti. Né tantomeno che il dibattito politico interno bolognese possa ripercuotersi, ed è già accaduto in passato, sulle politiche dell’intera regione”. Un riferimento, questo, agli attacchi in casa Pd che Merola sta subendo sulla strada della ricandidatura. “Per quanto ci riguarda, noi ci impegneremo strenuamente per difendere i diritti delle nostre città e dei nostri cittadini, in un’ottica di equità ed equilibrio territoriale. Non possiamo accettare che il ”policentrismo regionale venga sostituito da un bolognacentrismo”, inefficace nei fatti sia come strumento di sviluppo del sistema Emilia-Romagna sia per Bologna stessa”, scrivono ancora i sindaci (Dire).

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