Hera. Il Comune di Bologna non venderà le azioni

Bologna, 14 apr. – Il Comune di Bologna non venderà più le azioni di Hera. L’annuncio del clamoroso dietrofront è arrivato oggi dal sindaco Virginio Merola dopo aver incontrato i sindacati confederali per informarli della novità. La cessione già annunciata più volte di una parte delle quote della multiutiliy in mano a Palazzo d’Accursio verrà congelata e Merola chiederà anche ai sindaci dell’area metropolitana (Imola esclusa) di condividere  un patto di secondo livello nel quale decidere assieme le scelte inerenti alle quote di Hera non vincolate e disponibili per il mercato. Attualmente il Comune di Bologna ha il 9,7% delle azioni della società: venderne una parte avrebbe significato un introito di decine di milioni di euro.

“La scelta di non vendere non è un atto demagogico”, assicura Merola che, solo qualche minuto prima dell’annuncio, ha incassato il placet dei sindacati confederali, con i quali si è impegnato per iscritto a non mettere sul mercato le azioni della società di viale Berti-Pichat. Del resto, spiega il sindaco, per Bologna non c’è più l’urgenza di vendere dettata dalle difficili condizioni di bilancio. Intanto, ci sono i 40 milioni dei fondi strutturali europei assegnati direttamente alla città metropolitana e al Comune di Bologna, sul cui utilizzo Merola intende avviare un confronto con gli altri sindaci del bolognese e con i quartieri in un ottica di bilancio partecipato. Poi, altre risorse arriveranno dalla quotazione in Borsa dell’Aeroporto di Bologna (promesse in parte alla Fiera a supporto del piano di investimenti sul quartiere). Infine, il primo cittadino del capoluogo emiliano conta di strappare una quota consistente dei 2,5 miliardi dei fondi europei che la Regione si appresta ad erogare. “In passato alla provincia di Bologna arrivava il 30-40% di quei fondi. Se la Regione vuole creare la città metropolitana dovrà investire”, scandisce Merola.

 

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