Hera. Cade il vincolo del 51% pubblico

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Bologna, 28 apr. – Il vincolo del 51% di azioni in mano al pubblico in Hera non c’è più e la società diventa “a prevalente controllo pubblico”. Lo ha deciso questa mattina l’assemblea dei soci, col 96% dei voti a favore. Ora ha tempo fino al 30 giugno per decidere come modificare il patto di sindacato, anche se le ipotesi su un progressivo abbassamento della quota pubblica al 38% sono già al vaglio dei consigli comunali.

Oggi i soci, riuniti in seduta straordinaria e ordinaria, hanno approvato anche un’altra modifica allo Statuto sociale, introducendo la “maggiorazione del voto“. La novità permette di attribuire a ogni azione fino a un massimo di due voti e riguarda gli azionisti pubblici e privati da almeno 24 mesi, ma sarà applicata solo su alcune delibere, come la nomina o la revoca del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale e per la modifica del limite al possesso azionario.

Il cambiamento non sconvolge il presidente Tommaso Tomasi di Vignano: “Non c’è da cambiare molto. L’importante è mantenere la rotta. Ci sono tutti i presupposti e anche quegli aggiornamenti statutari non porteranno sconvolgimenti, mi auguro. Perché i risultati di questi 12 anni parlano da soli”. Quanto alle critiche della Cgil che voleva mantenere il 51%, ma ha sospeso lo sciopero annunciato, Tomasi Di Vignano taglia corto: “I soci sono quelli titolati a parlare di queste cose”

La modifica allo Statuto conferma il controllo pubblico ma vuole “affiancargli il rilancio degli investimenti pubblici“, sostiene Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente del patto di sindacato. “Non ci sono previsioni di dismissioni”, rassicura chi teme che i Comuni possano liberarsi delle azioni Hera. Anzi, in 12 anni i Comuni hanno raddoppiato l’investimento iniziale, ha sottolineato Manca, che definisce il controllo al 51% “non più coerente col dettato normativo odierno”. “Anche chi non vende ha bisogno di azioni libere per agganciare i fondi strutturali europei e altri strumenti per il rilancio degli investimeni pubblici”, conclude.

L’assemblea dei soci oggi ha approvato il bilancio di esercizio del 2014 (utile netto di 164,8 milioni) e deliberato un dividendo di 9 centesimi per azione.

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