Hater, Influencer, Spammare, Flaggare le nuove parole per i 100 anni dello Zingarelli

Bologna 14 dic. – Hater, Influencer, Spammare, Flaggare ma anche Black Friday o Gufismo, sono alcune delle nuove parole accolte dallo Zingarelli 2018, il celebre vocabolario edito da Zanichelli che proprio quest’anno festeggia i 100 anni di presenza nelle biblioteche e nelle scuole italiane.

Un vocabolario che “sin dalla nascita è stato sempre attento alla percezione sociale della lingua restituendo un’immagine sempre nitida delle trasformazioni sociali” così come ci ha raccontato il linguista e critco letterario dell’Università di Cagliari Massimo Arcangeli, intervistato a Piper proprio in occasione delle celebrazioni per il centenario del vocabolario che si terrano venerdì 15 dicembre presso la Sala Borsa di Bologna.

In un’epoca in cui si è tornati ad un uso massiccio della scrittura grazie ai dispositivi digitali “dobbiamo abituarci a considerare i vari tipi di scrittura in maniera diversa. La scrittura digitale ha una sua fluidità, una sua elasticità e a volte una maggiore approsimazione rispetto alla scrittura tradizionale. Abituiamoci dunque a considerarla come una scrittura profondamente diversa.”

Scrittura che  nasce anche grazie alla complicità dei correttori automatici e che propongono spesso forme sbagliate: “un problema che andrebbe affrontato grazie a una sensibilizzazione di chi produce i programmi che propongono usi sbagliati della lingua che poi ci portiamo anche in altre forme di scrittura” – continua il Arcangeli ” dovremmo proprio pensare una gramamtica per i programmatori dei correttori.”

Un’altra vittima sacrificale alla lingua digitale è l’interpunzione, a cui il Prof. Massimo Arcangeli ha dedicato un saggio dal titolo La solitudine del punto esclamativo: “in rete assistiamo a una crescente manifestazione di quel bisogno di espressività che passa attraverso gli emoji; il punto esclamativo e i tre puntini sono i pochi che resistono. Il punto e virgola è del tutto sparito.  Ma succede anche il contrario. A vecchi segni di interpunzione corrispondono  nuovi significati, come quando ho usato il punto in un messaggio e ho ricevuto come risposta chiarimenti sul mio comportametno giudicato brusco.”

Ma come possiamo comportarci difronte all’uso di imperanti forme sbagliate come nel caso eclatante del piuttosto che. “Ho predicato tanto in passato ma dobbiamo rassegnarci, questa battaglia l’abbiamo persa. Del resto tante parole nascono dagli errori, come collimare, l’uso allora corretto era colliniare.

Ascotla l’intervista completa a Massimo Arcangeli

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