Guidetti. Gli avvocati chiedono chiarezza sul diritto alla difesa

Bologna, 20 apr. – Allargare la “cultura della garanzia“. Così secondo l’avvocato Alessandro Gamberini il caso Guidetti potrebbe essere l’occasione per un vero dibattito sulla presenza degli avvocati negli interrogatori “fin dal primo elemento di sospetto”. L’avvocato cassazionista ha firmato, insieme ai colleghi Gaetano Insolera e Luigi Stortoni, una lettera al presidente della Camera Penale, il professor Nicola Mazzacuva, in cui si chiedeva di “rompere il silenzio tenuto dagli organismi dell’avvocatura e dalla Camera penale che, in tante occasioni, come è suo compito, ha denunciato la violazione delle garanzie dei cittadini, anche di quelli che non hanno voce, ed è questo il caso”.

Il caso riguarda la farmacista Vera Guidetti, che si è suicidata pochi giorni dopo essere stata interrogata dal pm Valter Giovannini. La donna in un foglio scrisse che Giovannini, che l’aveva sentita come testimone nell’ambito dei rapporti con un giostraio sospettato di un furto, l’aveva trattata come una criminale e non le aveva creduto.
Il Procuratore aggiunto Valter Giovannini ha criticato gli avvocati, firmatari della lettere, perché avrebbero fatto allusione a eventuali incorrettezze pur non conoscendo gli atti del caso in questione.

Ma per Gamberini si tratta non solo del caso singolo ma di dare voce a tutti coloro che, anche per ragioni economiche, non riescono ad avere il massimo della tutela.

Giovannini è stato oggetto, a causa di questa vicenda di una serie di scritte sui muri della città ed ha ricevuto per questo una solidarietà trasversale dal mondo della politica e dei tribunali.

Dalla Camera Penale, come ha riportato l’edizione di domenica del Corriere di Bologna, è emersa, a seguito della lettera, una posizione di mediazione, che ha tenuto conto anche della linea espressa da chi chiedeva di non intervenire su un caso dai contorni ancora non definiti. “Concetti espressi in un’altra lettera inviata a titolo personale dall’avvocato Pietro Giampaolo, consigliere dell’Ordine forense, in cui si sosteneva che «fermo restando il principio delle garanzie difensive, non era opportuno prendere posizione su una vicenda di cui non si conoscono gli atti, correndo il rischio che venisse strumentalizzata». Posizione condivisa dall’Ordine degli avvocati” come riporta il Corriere.

Intanto sulla stessa vicenda si attende che a Roma il ministro della giustizia Andrea Orlando risponda all’interrogazione espressa dal senatore Pd Luigi Manconi. Da Firenze il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri ha assicurato oggi che il caso non è stato derubricato. “Oggi la politica, il ministero della Giustizia deve giustamente verificare cos’è avvenuto, acquisire tutti gli elementi per poi prendere delle decisioni che potrà prendere anche, se ci sono, il procuratore generale della Cassazione sia in un senso che nell’altro. E’ un caso molto delicato, stanno facendo peraltro gli accertamenti può darsi poi che ci sia la Procura competente che stia verificando la cosa”, ha dichiarato Ferri a margine di un convegno a Firenze sulla legalità.

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