Guastoland. Parte il crowdfounding per restaurare il murale di Blu

blu giardini del guasto

Bologna, 13 ott. – Si chiama Guastoland, e sebbene il nome faccia riferimento al Dismaland di Banksy, il parco non adatto ai bambini installato a Weston-super-Mare la scorsa estate,  a Bologna ci sono eventi in programma anche per i più piccoli. Si tratta di una campagna di raccolta fondi, al via da domani fino al 24 novembre, per conservare e ripulire il murale di Blu nel giardino del Guasto. Lo street artist mosse i primi passi proprio a Bologna: quando nel 2002 colorava le strutture in cemento di Rino Filippini nel giardino del Guasto, non si firmava neanche come Blu. Adesso invece è uno dei più quotati street artist internazionali e le sue opere valorizzano i muri di mezzo mondo.

“Anche questi dipinti, come il murale, meritano di essere conservati con le stesse attenzioni che dedichiamo ai dipinti antichi, pur tenendo ben presenti tutte le differenze che li caratterizzano”. Così presentano il progetto di restauro le associazioni  culturali Habitart e Peacocklab, in collaborazione con l’Accademia delle Belle arti, il quartiere San Vitale e l’associazione Giardino del guasto. Per lanciare la raccolta hanno pensato a una tre giorni dedicata alla street art con musica, installazioni audiovisive, street food e workshop per bambini, il 16, 17 e 18 ottobre nel giardino e in Largo Respighi. Inoltre, per contribuire alla raccolta si può acquistare la maglietta Guastoland: una t-shirt bianca con la scritta nera, stesso font di Dismaland.

“In caso di pioggia l’evento sarà rimandato – afferma Lorenzo Castagnetti di Peacocklab – ancora non si sa a quando. La quota che vorremmo raggiungere è di 4.000 euro – continua – serviranno oltre che per l’acquisto del materiale di restauro, per finanziare altre attività nel giardino”.

L’intervento di restauro sarà affidato agli studenti dell’Accademia delle Belle Arti e sarà diviso in due fasi: “La prima dedicata allo studio dell’opera di Blu, attraverso esperimenti campione- spiega Lucia Vanghi, docente di Restauro dell’Accademia delle Belle arti- la seconda alla pulizia concreta delle patine vegetali”. E tra la prima e la seconda fase del progetto, gli esperti proveranno a contattare l’artista: “In realtà abbiamo già scritto a Blu per spiegargli l’iniziativa – racconta Jacopo Innocenti di Habitart – ma lui non ha risposto”.

Il giardino del Guasto e largo Respighi sono poi interessati da altri lavori: il muro laterale della struttura sta cedendo e, per la sicurezza dei passanti, “la zona è stata delimitata – ricorda Milena Naldi, presidente del quartiere San Vitale – da un cantiere ingombrante che, da due anni, blocca via delle Belle Arti. I soldi ci sono – continua – e sto tampinando ogni giorno l’assessore Malagoli”. La fine dei lavori? “Penso aprile del 2016 e dopo, per festeggiare la fine del calvario, penseremo a una bella mostra su Filippini”, conclude la presidente.

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