Grillo-Casaleggio: “Siamo l’utopia. Pronti a governare”

grillo casaleggio italia 5 stelleImola, 17 ott. – “Il movimento vuole andare al governo. Non possiamo stare all’opposizione per troppo tempo”. Gianroberto Casaleggio sale sul palco di Italia 5 stelle che è già sceso il buio. Davanti a lui, nella spianata di asfalto a pochi metri dai paddock del circuito di Imola ci sono circa 20 mila persone. Grillini da tutta Italia, attivisti dei primi meet up o nuovi militanti, chi arrivato da poche ore e chi a Imola fin da ieri. “Peggio dei partiti non potremmo fare neanche se ci impegnassimo” dice il guru del movimento, la seconda forza politica del paese.

“In missione per conto della democrazia”. Ecco il popolo di Italia 5 Stelle

Trasparenza, coerenza e onestà: sono queste le parole chiave del movimento 5 stelle che passano di bocca in bocca. Le ripetono sul palco gli eletti, di ogni ordine e grado, che si alternano ai cantanti e ai comici “grillini”. Le ripetono le attiviste e gli attivisti impegnati nell’organizzazione, chi negli stand dei gruppi regionali, chi nei punti ristori, chi staziona affianco ai bidoni della spazzatura per “aiutare” a differenziare i rifiuti. Le ripetono anche le decine di migliaia di elettori, ognuno con una spilla, una sciarpa, un portachiavi, una felba targati moVimento, che sono arrivate a Imola da tutta Italia. “Siamo in missione per conto della democrazia e dell’onestà” dice Casaleggio; “onestà, onestà” risponde in coro la platea.
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Il moVimento è pronto per governare. “Quelli che avete visto sul palco sono i ragazzi più preparati che ci siano in giro” dice l’ex comico Beppe Grillo. E’ stato lui a chiudere la prima giornata. “Ho un sogno: che venga tolto il mio nome dal simbolo e che il movimento sia finalmente vostro” dice raccogliendo uno degli innumerevoli applausi. I grillini amano il leader, lui lo sa e li ringrazia. Ora che il movimento sembra avere nuovamente il vento in poppa, ora che Grillo e Casaleggio hanno formato le guide del futuro (Marco Di Maio e Alessandro Di Battista), ora che i sondaggi indicano una risalita, i due fondatori si dicono pronti a fare il tante volte annunciato passo indietro. “Voglio tornare a fare l’attivista” dice Grillo, prima di incitare la folla: “Noi siamo l’utopia. Quando abbiamo iniziato ci prendevano per il culo, ci dicevano che non ce l’avremmo fatta senza soldi. E invece siamo qui” dice l’ex comico, che non vuole essere chiamato guru, ma “l’elevato”, “un gradino sopra il guru” spiega lui stesso non senza la solita dose di ironia.

Con la sua tipica dose di lucida visionarietà, Grillo parla a braccio, elogia il “pessimismo che muove all’azione”, racconta di un futuro in cui il lavoro salariato non esisterà più e spiega che la soluzione è il reddito di cittadinanza, parla di energia pulita, di città da cui si fugge “perché fanno schifo”, e via dicendo. Non si esime, sempre con ironia, di bacchettare i suoi: qualche buffetto ai meet up che vorrebbero poter usare il logo e che il duo non vuole concedere (e infatti il gazebo dei meet up, i primi nuclei del movimento, sono relegati alla periferia della kermesse); e anche al rampante Di Maio viene ricordato a chi deve il proprio successo: “Quando abbiamo preso Di Maio in provincia di Napoli parlava come un Bassolino qualsiasi”.

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