“Gli sgomberi arriveranno, ma la fretta non aiuta nessuno”

Bologna, 22 mag. – Sul tema degli sgomberi la questione non è il sè, ma il quando. Si potrebbero riassumere così le parole di Prefetto e Questore di Bologna, oggi uno accanto all’altro in occasione della Cerimonia per i 163 anni della Polizia di Stato. Non c’è nessuna discrezionalità nell’esecuzione dei provvedimenti della magistratura, ricorda il prefetto Sodano che però rivendica autonomia nella gestione dei tempi. “Serve intelligenza, e la fretta non aiuta nessuno“. Stessa posizione per il questore Coccia, che risponde “dipende” alla domanda sui tempi di esecuzione dei provvedimenti della magistratura, che ha disposto il sequestro per le occupazioni Social Log di via Mario De Maria e di via Fioravanti.

Prove di sgombero in via de Maria. Gli occupanti resistono

Precisazioni che inquadrano meglio le dichiarazioni di ieri sera del Prefetto (“Gli sgomberi vanno eseguiti, e da questo non se ne viene fuori”), parole che sembravano dare gambe all’ipotesi di una divergenza di visioni col Comune di Bologna, che con l’assessore Frascaroli aveva parlato di situazione “drammatica” in caso di intervento delle forze dell’ordine. E’ stato oggi lo stesso Sodano ad escludere divergenze di opinioni tra Palazzo d’Accursio e Prefettura: “Lavoriamo assieme da tempo”.

“Le ordinanze di sgombero andranno eseguite, altro non posso aggiungere”, dice in un primo momento il Prefetto interrogato dai cronisti. Poi però aggiunge: “Non ci sono differenze di vedute col Comune, stiamo lavorando assieme sul disagio abitativo da marzo dell’anno scorso. Naturalmente compito del Comune è quello di trovare eventuali soluzioni, mentre il compito della Prefettura e delle forze dell’ordine è quello di eseguire un ordine della magistratura”. Quando saranno eseguite le due ordinanze di sequestro? “Quando ci saranno le condizioni, che non vuol dire quando si troverà una soluzione per chi occupa, ma quando il contesto lo permetterà. Bene se ci saranno alternative per queste persone, ma se non ci saranno eseguiremo comunque il provvedimento”. Sodano risponde anche alla proprietà dell’ex Telecom di via Fioravanti, che aveva sollecitato lo sgombero criticando i ritardi delle forze dell’ordine: “Non siamo gli ultimi del mondo – sbotta Sodano – Ricordo che in America dopo decenni di integrazione c’è chi si ammazza per strada, in Francia ci sono state le rivolte nelle banlieue, in Inghilterra non ne parliamo. Il problema non è nostro, è un problema generale che va affrontato con intelligenza. E in queste cose la fretta non aiuta nessuno”. Il Prefetto ricorda il protocollo per l’emergenza abitativa, ideato per tentare di tamponare il problema casa in città, ma esclude le requisizioni. “Non ci sono le condizioni per farle, né per i rifugiati in arrivo né per i senza casa. E comunque non riguarderanno mai le abitazioni dei privati, semmai immobili pubblici abbandonati. Ma ripeto: non ci sono le condizioni”.

“Occorre intendersi fra le varie realtà istituzionali – dice invece il questore Coccia – Gli sgomberi non possono essere solo un problema di polizia, devono essere un problema in cui partecipano tutte le istituzioni competenti sul tema. E’ ovvio che bisogna intervenire, si tratta di reati che vengono commessi”. I tempi possono essere flessibili? “Dipende da situazione a situazione anche perché gli sgomberi non sono mai semplici, sono operazioni complesse e delicate, e per questo occorre un’accurata predisposizione”.

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