Gli autoconvocati di Sel vanno oltre il partito: “Votare non serve più, ora alternativa al Pd”

assemblea sel

Un momento dell’assemblea di ieri sera nella sede di Sel in via Marconi

Bologna, 13 nov. – Allearsi o non allearsi col Pd? Rilanciare l’esperienza del centro sinistra o tuffarsi in un progetto di governo alternativo ai democratici? Quasi un dubbio amletico per Sinistra ecologia e libertà a Bologna. Tant’è che ieri sera dopo un’ora e mezza abbondante di discussione c’è chi ha citato direttamente Shakespeare, per poi tornare a inabissarsi nella complessità dell’analisi politica. “Essere col Pd o contro il Pd? Io dico che prima bisogna ragionare sul come essere”, ha detto un iscritto al partito. Dilemmi che iniziano a fare a pugni con le urgenze di una campagna elettorale che sta per entrare nel vivo, e che al momento vede Sel in mezzo al guado. Le ottanta persone (ma i tesserati erano poco più della metà) che si sono ritrovate ieri sera per discutere del ‘che fare’, tecnicamente una decisione non l’hanno presa. Nessun voto, nessun documento approvato. Se non, dopo tre ore di discussione, applaudire a larga maggioranza la sintesi proposta di Federico Martelloni, moderatore dell’incontro chiamato da 60 iscritti che si sono autoconvocati dopo aver firmato un documento in cui si dichiarata esaurita l’esperienza del centro sinistra nata nel 2011.

      federico martelloni

“Questa sera – ha concluso Federico Martelloni – abbiamo capito che tra di noi ci sono posizioni differenti rispetto al contrasto al governo Renzi sul piano locale. Abbiamo però ascoltato compagni di molte battaglie che in maniera pressante ci hanno chiesto di costruire uno spazio pubblico non proprietario in cui confrontarci sull’idea di un’altra città rispetto all’attuale. Questa urgenza va rilanciata, a prescindere della maggioranze di Sel. Autoconvochiamoci di nuovo allora”. La data ancora non c’è, c’è chi spera prima di Natale, chi parla di un doppio appuntamento tra dicembre e gennaio. Fatto sta che gli autoconvocati hanno giocato la classica mossa del cavallo. Visto che l’opposizione interna alla rottura col Pd non si può o non si vuole affrontare ad alzata di mano, meglio superare lo scontro interno a Sel portando altrove il campo di gioco: un’assemblea pubblica a cui parteciperanno tutti coloro che vorranno dare vita a “un’altra idea di cittàalternativa ai democratici e al sindaco Merola, in sostanza i due grandi progetti che in città stanno lavorando in quella direzione, Coalizione civica e Bonalè.

Un progetto che non piace a tutti gli iscritti al partito, descritto però da molti come una formazione politica in caduta libera in termini di iscritti e partecipazione. “In quest’assemblea abbiamo sentito parole di persone che non militano in Sel – attacca il consigliere comunale Lorenzo Cipriani – Penso che Sinistra ecologia e libertà debba poter decidere la sua collocazione ragionando su quanto si è fatto assieme ad Amelia Frascaroli. Poi sono pronto ad accettare il risultato di un voto democratico. Questa sera non si è votato perché quest’assemblea non era rappresentativa, c’era gente di Possibile, della Coalizione civica, di Bonalè. Se avessimo votato per stare col Pd avremmo vincolato anche le loro formazioni? Io dico di no. Eppoi in questa assemblea mancava Amelia Frascaroli, è con lei che dobbiamo confrontarci e decidere”. Cipriani e tutti coloro che in Sel guardano con favore al rinnovo dell’alleanza col Pd, aspettano da tempo una decisione da parte dell’assessore Amelia Frascaroli, “perché è con lei che rinnoveremo l’alleanza”. Ma se alleanza sarà il nome di Sel non ci sarà comunque più.

      lorenzo cipriani

Ad esserci, oltre ai vertici di Sel e gli eletti (la capogruppo in Comune Cahty La Torre, il capogruppo in regione Igor Taruffi, il deputato Giovanni Paglia, lo stesso Cipriani), c’era la coordinatrice cittadina Egle Beltrami, che però non ha preso parola limitandosi ad applaudire quando le dichiarazioni di Fratoianni in merito ad un unico candidato anti-Pd sono state bollate come “renziane”.

Poi c’erano i volti della variegata sinistra cittadina. L’insegnante Giovanni Cocchi, il consigliere indipendente Mirco Pieralisi, l’europarlamentare civatiana Elly Schlein di Possibile, l’ex assessore Alberto Ronchi, Giorgio Simbola della Coalizione internazionale migranti, Alessandro Palmi di Vincere in Comune, Nicola Limonta e Paolo Galloni di Bonalè, Marco Marrone di Act. E poi una nutrita rappresentanza della Coalizione civica: Marco Trotta, Paolo Soglia, Marina D’Altri, Mario Bovina. E se nei loro interventi gli esterni a Sel si sono tutti spesi nella richiesta di creare l’alternativa unitaria al Pd, iscritti e militanti si sono confrontati sulla direzione da dare al loro partito, chi convinto di poter ancora mantenere un’identità magari da affiancare al Pd, chi – ed erano la maggioranza – deciso ad affrontare la scommesso della contaminazione, “perché da soli non bastiamo più” ha detto Igor Taruffi.

“Non è necessario che l’assemblea federale di Sel Bologna voti sulla conferma o meno dell’alleanza con il Pd. Dopo ieri sera siamo già da un’altra parte“, spiega Cathy La Torre, capogruppo in Comune tra i promotori dell’incontro di ieri.  “A questo punto non ci sono più le condizioni perché Sel voti dentro un’assemblea federale di 30 persone – continua La Torre- tre quarti delle quali sono della provincia”. Perché il partito nazionale “e ieri la grande maggioranza degli iscritti di Bologna hanno detto che già questo percorso lo abbiamo fatto, che siamo già da un’altra parte”. Il treno degli autoconvocati ormai è partito. Difficile ormai poter sostenere che Sel, quanto meno a Bologna, esista ancora come organismo unitario.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.