“Giovani femmine come bottino di guerra”. E’ rivolta in Coalizione civica

anderlini 1Bologna, 19 fen. – “Io voglio che la Paola e le sue amazzoni vincano e come bottino di guerra lascino alla mia mercè le giovani femmine di Làbas e del tpo“. Firmato Fausto Anderlini, pensionato classe 1949, ex sociologo, una vita nel Pc-Pds-Ds-Pd. Abbandonato il Partito democratico dopo la svolta renziana, Anderlini si è lanciato anima e corpo nell’avventura di Coalizione civica, la formazione bolognese che sfiderà il sindaco Virginio Merola e il suo Pd alle prossime elezioni amministrative. Fino ad oggi Anderlini ha fatto parte del consiglio direttivo della Coalizione. Fino ad oggi, perché Anderlini ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato travolto da una pioggia di critiche, alcune anche durissime, per il suo post su facebook a base di “amazzoni” e “giovani donne” che diventano “bottino di guerra”. La Paola del post è Paola Ziccone, candidata alle primarie della Coalizione sostenuta dallo stesso Anderlini. Le “giovani femmine di Làbas e del Tpo” sono invece le attiviste dei due centri sociali schierati con l’altro candidato alle primarie della Coalizione, il giurista Federico Martelloni.

Un post pubblico quello di Anderlini, inserito all’interno di una discussione pubblica (almeno fino a metà giornata) tra aderenti a Coalizione civica. E così, dopo ore di polemiche roventi Anderlini ha deciso di dare le dimissioni, richieste tra i tanti anche dai due candidati alle primarie. L’ex direttrice del carcere minorile del Pratello Paola Ziccone ha parlato di un “post inqualificabile” e di un linguaggio “così vicino a quello arrogante e volgare che mi sforzo di combattere ogni giorno”. Durissimo anche il commento del giurista Federico Martelloni. Martelloni parla di un post “incompatibile con il progetto politico di Coalizione”, e si associa alle richieste di dimissioni.martelloni facebook anderlini

“Non siamo disposte a lavorare accanto a chi ironizza con commenti che tradiscono cultura dello stupro, per questo esigiamo scuse formali, non rivolte a noi, ma a tutti e tutte coloro sono disgustate da quelle parole. Caro Anderlini, le compagne del TPO e di Làbas sono baccanti, gli uomini che non le rispettano finiscono sbranati”, scrive invece Cecilia, attivista del centro sociale di via Casarini.

Ma c’è anche chi non si associa al coro delle condanne, e inquadra la vicenda all’interno della categoria delle epurazioni.

milli violante

Le dimissioni sono arrivate, ma non le scuse di Anderlini. “Il mio – ha spiegato l’ormai ex membro del comitato direttivo – era un commento tra amici e chiunque mi conosca sa che io non sono sessista. La cosa è diventata una gaffe pubblica e allora, visto che c’è chi si è accanito contro di me, ho dato le mie dimissioni. Ma non chiedo scusa perché il contesto non era offensivo, anzi era una chiacchiera in chiave omosex tra l’altro. Certo, ho scritto una battuta modello Conan il barbaro, ma scuse niente, ci mancherebbe”. risposta anderlini

 

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