Gioco d’azzardo. Il 16% degli studenti a rischio

gratta e vinci foto Claudio Cicali CC BY-SA 2.0

Foto Claudio Cicali CC BY-SA 2.0

Bologna, 1 lug. – Oltre la metà dei ragazzi italiani ci ha provato almeno una volta nell’ultimo anno scolastico: il 54% degli studenti tra i 14 e i 19 anni, 1,3 milioni di giovani delle scuole superiori, ha giocato d’azzardo. E’ questo emerge da una indagine di Nomisma svolta in collaborazione con l’Università di Bologna.

“Di per sé potrebbe giocare potrebbe non sempre essere un problema perché il fenomeno a volte è associato all’aspetto ludico, e in questo caso l’approccio può essere positivo – spiega Luca Dondi di Nomisma introducendo la ricerca – Ma i nostri dati dicono che il 16% dei ragazzi è a rischio. Il 6% perché ha già un approccio problematico al gioco che si manifesta attraverso disagi psico-emotivi e relazionali, il 10% perché sta mostrando i primi potenziali segnali di approccio problematico al gioco”.

Quello del gioco d’azzardo in Italia è un fenomeno da 84,5 milardi di euro, anche se nel 2014 è calato leggermente rispetto all’anno prima. Non ne sono immuni i più giovani, sedotti dai Gratta e vinci (lo ha sperimentato il 38% dei ragazzi nell’ultimo anno scolastico), dalle scommesse sportive (25%) e giochi di abilità online (20%). Rispetto al 2008, anno dell’ultima indagine Nomisma, cala l’appeal del Superenalotto e del Lotto. Ma oggi il 10% degli studenti è un “frequent player”, gioca cioè almeno una volta alla settimana. La maggiore propensione al gioco si trova tra i maschi, nel sud e nelle isole (64% di giovani giocatori contro il 43% al nord), negli istituti tecnici e nelle famiglie in cui c’è già abitudine al gioco.

Dalla ricerca Young Millennials Monitor di Nomisma risulta anche che il 29% ha nascosto o ridimensionato la propria abitudine coi genitori. A complicare la situazione, l’associazione del gioco con il consumo di alcolici.Le cose vanno leggermente meglio in Emilia-Romagna (nell’ultimo anno ha giocato il 43%) e a Bologna, dove il dato si ferma al 41%. “I ragazzi spendono in media 4,6 euro a settimana per giocare. Può sembrare una cifra bassa, ma bisogna considerare che possono disporre in media di una ventina di euro alla settimana, quindi si tratta di una cifra comunque significativa”, spiega la coordinatrice della ricerca, Silvia Zucconi, alla presentazione dell’indagine. Oltre alla ”paghetta” data dai genitori, nel budget per il gioco figurano anche le somme di vincite precedenti. L’antidoto? La matematica. Oltre alle motivazioni sociali, l’interesse per il gioco d’azzardo sembra legato anche alle capacità o meno di analisi probabilistica sulla possibile vincita. La quota dei giocatori raggiunge il 68% tra chi ha un rendimento insufficiente in matematica, scende al 50% tra chi ha una votazione superiore all’otto.

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