Gieri: “Usciti tranquillamente”. Gli occupanti raccontano altro

Bologna, 11 ott. – “E’ tutto sotto controllo” e dalla palazzina di via de Maria sgomberata, “le persone sono uscite serenamente”. Così assicura assessore alla Casa del Comune, Virginia Gieri, che promette anche un “report preciso” sulle questioni che riguardano le competenze dell’amministrazione. La Questura nega l’utilizzo del pepper spray: “Non è in dotazione”.  “La mia preoccupazione era che le operazioni si svolgessero senza creare problemi alle famiglie che erano all’interno della struttura” dichiara Gieri secondo cui non risultano feriti tra gli occupanti.

Le testimonianze raccolte dopo lo sgombero e in ospedale, però, raccontano però un’altra storia.

Hicham, uno degli occupanti, registrato in video da una attivista racconta: “Ci hanno lanciato i peperoncini”, dice riferendosi a quello che per lui non può che essere stato pepper spray.  “Prima pensavo fosse gas, hanno cominciato a tossire i miei bambini e anch’io”. E’ stato portato all’ospedale Maggiore in ambulanza dopo aver perso i sensi durante una crisi epilettica. “I carabinieri sono entrati dalla finestra e ci hanno picchiato in testa con i manganelli in quattro” dice. “Arrivato in ospedale ho cominciato a vomitare, mi hanno fatto le flebo, sei punti alla testa e la tac”. Hicham, nel video, racconta anche che gli è stato sequestrato il telefono dalle forze dell’ordine e gli agenti avrebbero cancellato foto e video dalla memoria.

Il fratello mostra la testa con cinque punti di sutura e si chiede: “Io ora ho un lavoro a chiamata come facchino di notte, come li pago 700/800 euro di affitto?”.

Anche Giusi, che arriva dall’occupazione dell’ex Telecom sgomberata un anno fa, racconta di persone trascinate a terra e gas urticante. Alla fine aggiunge: “L’assistente sociale mi ha detto di occupare di nuovo”.

Giusi, come gli altri adulti soli, ha ricevuto come soluzione quella di rivolgersi all’Help Center, per trovare un posto nei dormitori. Come ci conferma Beatrice Valentini, assistente sociale di bassa soglia.

A 14 famiglie invece sono state proposte dal Pronto intervento sociale (Pris) soluzioni temporanee. Il Pris, fa sapere l’amministrazione, è arrivato sul posto alle 8.30 e cioè quando le prime famiglie sono uscite dallo stabile. Inoltre, riferisce il Comune, “è stato messo a disposizione degli abitanti dell’immobile sgomberato un mezzo, fornito da Acer, per trasportare in un magazzino temporaneo gli effetti personali”. In tutto gli sgomberati, fa sapere il Comune, sono stati 91, 14 nuclei familiari due donne incinta, una decina di persone con diversa fragilità e 8 adulti singoli.

I proprietari dei due palazzi sgomberati oggi in via de Maria, ora, “li sistemino e li affittino”. Lo scrive su Facebook il presidente del quartiere Navile di Bologna, Daniele Ara, protagonista di un lungo botta e risposta sul social network sulle tematiche riguardanti e collegate all’operazione delle forze dell’ordine. Di fronte a chi chiede di tutelare “i diritti dei cittadini bolognesi”, Ara risponde sottolineando che sono “bolognesissimi” anche “i proprietari dell’immobile di oggi, che tengono immobili sfitti sperando di fare speculazioni in futuro”. L’edificio di via de Maria “andava sgomberato- mette in chiaro il presidente del Quartiere- ma al mondo c’è chi si permette di tenere fermi degli immobili speculando sul mercato e chi non ha niente, bolognesi e non da entrambi le parti”. E’ una questione di equità, sottolinea Ara.


Durissime critiche invece da Coalizione civica. “Ce n’ è abbastanza per affermare che anche questa giunta, come la precedente, ha fallito nel suo compito principale: affrontare i problemi e trovare le soluzioni senza nascondersi dietro la violenza dei manganelli e la fumosità ottusa delle procedure burocratiche”. Recita così un comunicato congiunto firmato dal consigliere regionale di Sel Igor Taruffi, dal consigliere dell’Altra Emilia-Romagna Giovanni Alleva, dai consiglieri comunali della Coalizione Clancy e Martelloni e dal deputato di Si Giovanni Paglia.

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