I gay disabili al Comune: “Via le barriere architettoniche dal Cassero”

cassero salara

Il Cassero di Via Don Giovanni Minzoni

Bologna, 25 giu. – Il Cassero di via Don Minzoni come una fortezza inespugnabile? Per i soci disabili dello storico circolo Arcigay di Bologna rischia davvero di esserlo. “Per andare nella sala più grande bisogna fare un percorso molto accidentato, l’ultima volta sono rimasto incastrato con la mia carrozzina a motore”, spiega Pierluigi, portavoce del gruppo Jump LGBT – Oltre tutte le barriere.

Certo, continua, ci sono i volontari del Cassero, e “infatti l’ultima volta sono stato aiuto da 5 persone”. Ma non sempre le cose vanno bene. “Basti dire che alcuni di noi, in carrozzina, per riuscire a raggiungere il Cassero devono aspettare che arrivi un passante a dargli una spinta su per la salita. Oltre che umiliante, è una situazione che potrebbe configurarsi come discriminatoria”. Nel Cassero, spiega Pierluigi, è presente un ascensore spazioso, ma i problemi si presentano ben prima arrivare al circolo con una rampa troppo ripida per poter essere affrontata con una carrozzina non a motore. Da qui l’appello di Jump al Comune, proprietario della struttura: “Abbiamo presentato un piano per rimuovere le barriere architettoniche, chiediamo al Comune di convocarci per discuterne assieme”.

Non è solo una questione di barriere architettoniche. “Le persone gay che hanno anche una disabilità subiscono spesso una doppia discriminazione – si legge in un comunicato di Jump – Le difficoltà comunemente legate all’omosessualità possono moltiplicarsi. Pensate, ad esempio, ad una giovane lesbica che non è dichiarata in famiglia: se non è autonoma a causa di una disabilità fisica, come può vivere liberamente la propria affettività? Dovrebbe chiedere ai genitori di accompagnarla in un locale gay?”

Anche per questo c’è Jump, gruppo nato all’interno del circolo Arcigay Cassero di Bologna. “Non si tratta di ghettizzarsi ulteriormente in una minoranza nella minoranza, bensì di offrire quello che viene chiamato supporto tra pari, cioè uno scambio di esperienze tra persone che vivono situazioni simili. Vogliamo poter dire a chi ancora si nasconde, a chi pensa di essere l’unico disabile omo/bisessuale o  trans, che in realtà non è da solo. Noi ci siamo e lottiamo per il nostro diritto ad una vita indipendente, anche sul piano dell’affettività e della sessualità”.

Il gruppo Jump si incontra ogni due giovedì, dalle 17 alle 19, presso il circolo Cassero, in via don Minzoni 18, a Bologna. Pagina facebook: https://www.facebook.com/jumpoltre
Contatti: gruppojump@gmail.com

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