Bologna abbraccia la black music: arriva Garden Beat!

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Quali sono le componenti di quel vastissimo universo che è la “black music“?
Quali i suoi pilastri e quali invece le nuove direzioni?
Sono alcune delle domande che gli organizzatori di Garden Beat – il festival bolognese dedicato alla “cultura nera” con un occhio di riguardo alle sue espressioni musicali – si fanno sin dalla prima edizione del 2015 e che quest’anno prendono corpo in una line-up eterogenea e dal respiro internazionale, che andrà a coprire due giorni di programmazione di Kilowatt Summer, il programma estivo di Kilowatt, all’interno di bè – bolognaestate 2016.

E così, a partire da mercoledì 3 agosto, i bolognesi (e tutti quelli che accorreranno alle Serre dei Giardini Margherita, location principale del festival) avranno modo di assistere ed ascoltare la tradizione afro-jazz di Kalifa Kone dal Mali, il jazz italiano di Suz Quartet, la stratificazione sonora di Andrea Benini e dei suoi Mop Mop (sul palco in versione live con una band di 4 elementi) e l’afro-funk psichedelia della leggenda tedesca Karl Hector & The Malcouns

Si continua il giorno seguente, con il funk misto all’hip hop dei nostrani The Mixtapers, il groove di Q3000 e il “surrealismo afrobeat” dell’acclamatissimo dEbruit, di ritorno da una residenza turca che ha fruttato il suo ultimo album, dEbruit & Istanbul. Alla fine dei live, il festival prosegue alla Velostazione di Bologna Dynamo, che presta i suoi spazi per la festa di chiusura, guidata dai dj bolognesi Mescla!, Max Effe, Lizard e dal montenegrino fondatore di Migration Radio Show Mr Goju.

In mezzo, tanti incontri, mercatini, attività dedicate ai più piccoli e la peculiare attenzione al food di qualità che l’associazione Kilowatt propone in tutte le sue attività.

Abbiamo parlato del programma e della mission di Garden Beat con il suo direttore artistico, Moreno Mari in arte MorraMc, durante Mari & Monti:

 

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