Gambarelli. Lunedì l’odg di sfiducia, ma per il Pd non c’è conflitto di interessi

Bologna, 10 mar. – Non si calma la tempesta in cui è finita l’assessore alla Cultura della giunta Merola, Bruna Gambarelli, presa di mira per i finanziamenti del Comune a Laminarie, l’associazione che gestisce “DOM la cupola del pilastro” e il cui direttore artistico è il marito. Lunedì il Movimento 5 stelle porterà in Consiglio comunale una sorta di “mozione di sfiducia” nei confronti dell’assessore, un documento che potrebbe essere condiviso anche dalla destra e, questa la speranza dei promotori dell’odg, creare divisioni anche in maggioranza. La presentazione dell’ordine del giorno di sfiducia, ha spiegato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Massimo Bugani, “è stata necessaria visto il silenzio dell’assessore e le dichiarazioni ridicole del sindaco”. Il riferimento è alla difesa dell’assessore Gambarelli da parte di Merola, che ha usato parole molte dure: “E’ ora di finirla, perché le persone hanno una vita personale, sono in buona fede e in questo caso Gambarelli è un ottimo assessore, che va valutato per quello che fa e che farà, non su altro”.

A Bugani le parole del sindaco non sono andate evidentemente giù: “Se con questa arroganza vogliono imporci un conflitto di interessi così evidente chiederemo le dimissioni dell’assessore”.

In casa Pd c’è una certa fibrillazione: se lunedì l’ordine del giorno verrà subito spedito in commissione è anche per non esporre ulteriormente Gambarelli in una discussione in cui i democratici potrebbero non avere una voce unanime. Tanto per fare un esempio, il renziano Marco Lombardo è perfettamente d’accordo sul sindaco Virginio Merola nel biasimare chi ha postato le foto del citofono dell’assessore, che risiede nello stesso palazzo dove ha sede Laminarie (“una grave violazione della privacy, della libertà individuale dell’assessore Gambarelli e della sua famiglia”), ma solleva anche un fatto di “opportunità politica“. “Non c’e’ un problema di violazione della legge, com’è stato scritto correttamente dalla nota del Comune ma c’è, a mio avviso, un tema di opportunità politica che è giusto affrontare all’interno del gruppo di maggioranza”. Sulla stessa linea il consigliere Pd Raffaele Persiano.


Oggi il sindaco Merola rispondendo in aula al capogruppo forzista Marco Lisei, ha invece ribadito la posizione ufficiale dell’amministrazione. Il Comune, dice il sindaco nella risposta letta al question time da Virginia Gieri, “agisce con correttezza e trasparenza, procede con bandi pubblici i cui partecipanti vengono selezionati da commissioni composte da tecnici: non c’è alcun assessore di qualsiasi settore che possa decidere personalmente sull’assegnazione dei contributi”.

Una “manfrina”, ribatte Lisei, agli occhi del quale “la pochezza di questa risposta denota come il conflitto di interessi ci sia. Noi consiglieri- ricorda il forzista- siamo costretti a mettere online anche i regali che riceviamo, non capisco perché a questa trasparenza sui propri interessi non debba essere sottoposto anche un assessore che guida un settore importante come la cultura”.

Se per il sindaco il conflitto di interessi “non c’è”, non tutti i consiglieri sono così categorici. Tra i dem c’è chi non rilascia dichiarazioni e chi, interpellato, dice di essere di fretta, come dimostra questo audio di Luisa Guidone, consigliera Pd e presidente del consiglio comunale.

      Guidone

E c’è chi invece ha le idee chiare. Per Marco Piazza (Movimento 5 stelle) il conflitto c’è: “Come assessore è a capo di una struttura che eroga fondi. E se tra quei fondi c’è un’entità che è legata all’assessore, il conflitto c’è”.

      Piazza

A battere sul tasto del conflitto di interessi è anche Giulio Venturi, consigliere di Insieme Bologna, che spiega: «Gli assessori dovrebbero essere separati da qualunque attività o associazione»

      Venturi

Federico Martelloni (Coalizione Civica per Bologna) non si sbilancia e lascia la porta aperta alla riflessione: «Un conflitto potrebbe esserci e vale la pena discuterne».

      Martelloni

Di tutt’altro avviso i consiglieri del Partito Democratico. «Non c’è conflitto, ma piuttosto un tema di opportunità politica da affrontare nel gruppo», ha detto Marco Lombardo, seguito a ruota da Raffaele Persiano.

      Marco lombardo
      Persiano

Nessun dubbio nemmeno per Claudio Mazzanti: “Le risorse non le da Gambarelli e l’associazione ha una convenzione vecchia come il mondo, quando gli assessori non erano loro”.

      Mazzanti

 

Il comunicato stampa del Comune di Bologna sul caso Gambarelli.

“In merito ad alcuni articoli di stampa usciti negli ultimi giorni, l’amministrazione comunale di Bologna chiarisce che i contributi agli operatori culturali del territorio vengono decisi in seno a commissioni tecniche di valutazione dei progetti, così come prevede la legge, che vieta agli assessori di essere componenti delle commissioni. Dunque vengono seguite procedure pubbliche che garantiscono la massima trasparenza, e tutti gli atti amministrativi sono sottoscritti dal Capo Area.
Il ruolo della giunta. La giunta comunale ovviamente ha il compito di esplicitare strategie e indirizzi, su proposta dell’assessore, e verificare la coerenza dei bandi con le linee di mandato e con il Documento Unico di Programmazione (Dup).
La delibera del 2014. Nel caso dello spazio DOM-La cupola del Pilastro, al Quartiere San Donato-San Vitale, una delibera del 2014 lo inserisce nel “Sistema teatrale cittadino” insieme a Teatri di Vita, Teatro San Leonardo (ex chiesa), Teatro San Leonardo (laboratorio), Casa delle culture e dei teatri-Teatro Ridotto, Piccolo Teatro del Baraccano e Teatro Testoni. Questi spazi sono patrimonio del Comune di Bologna che “ha storicamente rinunciato alla gestione diretta” a favore di una “gestione sussidiaria” da parte di operatori culturali del territorio selezionati in ragione della loro consolidata esperienza professionale, riconosciuta e accreditata con continuità anche da organismi nazionali e internazionali, e che con le loro attività svolte negli immobili di proprietà comunale “contribuiscono alla realizzazione della politica culturale dell’amministrazione, di cui sono strumento, e hanno finalità istituzionali coerenti con gli obiettivi dell’amministrazione stessa”. La delibera del 2014 sancisce inoltre che il rapporto tra il Comune di Bologna e i gestori di questi spazi teatrali sia regolato da specifiche convenzioni che diano “continuità e stabilità al Sistema teatrale cittadino”. I gestori in questione sono: Soc.Coop.L’Altra (Teatri di Vita); associazione culturale Ateliersì (Teatro San Leonardo laboratorio); associazione culturale Pierrot Lunaire (Teatro San Leonardo ex chiesa); associazione culturale Teatro Ridotto (Casa delle culture e dei teatri, Teatro Ridotto); associazione culturale Perséphone (Piccolo Teatro del Baraccano); associazione culturale Laminarie (DOM-La cupola del Pilastro). A questi si aggiunge la società cooperativa La Baracca per il Teatro Testoni. Lo stesso documento del 2014 prende atto delle specifiche convenzioni attraverso cui i soggetti gestori ricevono un contributo economico dal Comune (nel caso di Laminarie il primo contributo è stato approvato da una delibera di giunta il 19 novembre 1996) per le attività realizzate negli spazi teatrali citati, e inoltre delibera di procedere, per ogni immobile, alla sottoscrizione di un’ulteriore convenzione.I tre bandi. Venendo alle scelte dell’attuale giunta in materia di indirizzi e strategie per la programmazione culturale in città, occorre precisare che sono aperti due avvisi pubblici, in scadenza 24 marzo prossimo: uno, inedito, per la selezione di progetti culturali a carattere continuativo (aperto a realtà attive da almeno cinque anni oppure da almeno un anno) e l’altro per la selezione di progetti di attività in spazi teatrali. L’obiettivo è promuovere e sostenere i progetti selezionati con accordi poliennali, una strategia che permette di consolidare e valorizzare esperienze di eccellenza e far crescere le nuove progettualità, attraverso il sistema delle convenzioni.

Infine uscirà a giorni l’avviso pubblico per selezionare rassegne culturali itineranti nel periodo estivo, per valorizzare luoghi inediti o poco conosciuti della città di Bologna, con un occhio di riguardo per le zone attigue alle nuove centralità periferiche, attraverso eventi che esprimano i diversi linguaggi della cultura contemporanea.

Il Comune dunque cerca lavori curatoriali su luoghi inediti della città, per declinare anche attraverso le rassegne culturali estive la strategia principale adottata sulla programmazione culturale in questo mandato amministrativo: l’attenzione ai luoghi, in particolare a quelli che già rientrano nei progetti di rigenerazione urbana oppure sono oggetto di grandi investimenti come quelli del PON Metro e del piano di rilancio delle periferie. Il lavoro principale sui luoghi sarà condotto insieme alle realtà storicamente legate da un rapporto di convenzione con il Comune di Bologna in ragione delle loro esperienze di eccellenza e rilevanza nel panorama culturale cittadino.

La rassegna estiva. Dunque la programmazione estiva prenderà corpo dall’intreccio di questi tre bandi e dal lavoro con le realtà individuate come parte integrante del sistema culturale cittadino. L’obiettivo è superare il concetto di “cartellone estivo” per passare a una vera e propria rassegna creata appositamente per portare contenuti culturali in un selezionato numero di luoghi, gli stessi indicati come prioritari nelle linee programmatiche dell’attuale amministrazione”.

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