Il Galaxy va al Comune. “Nessuna precedenza agli occupanti”

ex-residence Galaxy 3

L’ex Galaxy di via Fantin

Bologna, 1 ott. – Entro una settimana le chiavi dell’ex residence Galaxy di via Fantin passeranno al Comune di Bologna che così entrerà in possesso (temporaneo) della palazzina di proprietà dell’Inail. A mettere subito piede nell’ex residence, che Palazzo d’Accursio userà per rispondere all’emergenza abitativa, 35 famiglie selezionate dai servizi sociali. Si tratta di persone sotto sfratto o che hanno già perso casa, con bambini a carico o in particolari condizioni di fragilità, e che per questo sono state inserite in un’apposita graduatoria di emergenza abitativa. Nessuna delle 35 famiglie è coinvolta nelle occupazioni cittadine. Potranno stare al Galaxy per un massimo di due anni, la durata del contratto di affitto tra Comune e Inail, e tentare così di ritrovare l’autonomia abitativa e economica.

Le prime 35 famiglie saranno seguite da tutte quelle (il Galaxy dispone di 95 locali) che servizi sociali e Tribunali dei minori inseriranno nella graduatoria man mano che se ne presenterà la necessità. Anche chi occupa potrà entrare in graduatoria, e di conseguenza al Galaxy ma, spiega il sindaco Merola, “non perché occupante ma perché giudicato in condizione di bisogno“. Una differenza che il sindaco sottolinea più volte: “Non ci occupiamo di chi occupa, ma di dare una sistemazione degna a chi è in difficoltà, e penso soprattutto ai minori. E se qualcuno occupa per fini politici beh, saranno fatti suoi”.

Il Galaxy resterà nella disponibilità del Comune di Bologna per 24 mesi. L’Inail incasserà un affitto di 280 mila euro l’anno, e i coinquilini potranno contribuire alle spese di Palazzo d’Accursio con un affitto massimo di 200 euro ad unità abitativa, bollette comprese. “Ma tutto sarà tarato in base alla situazione economica di ciascuna famiglia”, aggiungono i tecnici comunali.

Il sindaco ha anche parlato dei possibili sgomberi in arrivo per le grandi occupazioni cittadine: su tutte via Mario de Maria e Fioravanti. “Gli sgomberi non li fa il Comune ma l’autorità preposta tenuto conto delle condizioni di ordine pubblico – ha detto Merola – Quando gli sgomberi arriveranno ogni caso sarà valutato, e chi in diritto entrerà nella graduatoria per l’emergenza abitativa. Ad occuparsi della questione non sarà la politica, ma assistenti sociali e Tribunale dei minori secondo regole ben precise”. Giuseppe Spadaro, presidente dei Tribunale dei minori di Bologna, ha detto al Corriere di Bologna che “il nucleo familiare deve restare il più unito possibile. E questo vuol dire una cosa molto semplice: che il minore deve restare con tutti e due i suoi genitori. Prima di tutto vengono i bambini”. Diversa la situazione per quanto riguarda gli occupanti politici, insomma per chi occupa senza essere in emergenza abitativa. “Saranno fatti loro, noi ci occupiamo di chi ha bisogno”, taglia corto Merola.

Merola è stato chiaro: non ci sarà nessun trasferimento in blocco degli occupati di via Fioravanti o di via De Maria nel Galaxy, e la presenza di minori non sarà condizione sufficiente per permettere ad una famiglia di beneficiare di un alloggio in via Fantin. “I servizi sociali valuteranno prima di tutto se la famiglia ha alternative e può andare altrove, se non ci sono altre soluzioni allora scatterà l’inserimento nella lista per l’emergenza abitativa”, spiega Maria Adele Mimmi. Il Comune è sicuro che nessun minore rimarrà senza tetto? “Spero di sì, stiamo lavorando in questa direzione e facciamo tutto il possibile”, risponde l’assessore al welfare Amelia Frascaroli.

In prospettiva il Comune sta tentando di ottenere in affitto altri spazi sfitti in città. Il modello è quello del Galaxy. “Oltre all’Inail – spiega ancora Frascaroli  – siamo in trattativa con l’Inps e con l’Ausl”. Poi c’è il lavoro con il governo e il ministro Delrio. “L’obiettivo è quello di inserire nella legge di stabilità uno strumento per permettere a tutti i Comuni italiani di ottenere l’uso temporaneo di stabili pubblici sfitti in caso di emergenza abitativa. Mi chiedete se sono ottimista? Devo esserlo”. Il Comune di Bologna mette invece una pietra sopra alla possibilità di trovare un’intesa con i proprietari dello stabile occupato in via Mario de Maria: “Non c’è più alcuna trattativa” in corso, dichiara in conferenza stampa il sindaco Virginio Merola, “non c’è la possibilità di un accordo e sull’immobile pende un provvedimento di sequestro”.

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