Gadget fascisti. Il venditore al Comune: “Me ne frego, pensino alle bici contromano”

Gli accendini “nazisti” in vendita sui banchetti del mercatino di Bologna

Bologna, 5 dic. – Venti di tempesta per i venditori di gadget fascisti e nazisti del mercatino di piazza VIII Agosto. Due banchetti storici, una presenza costante per Bologna. C’è il banchetto di Giorgio Gianfale, fascista dichiarato e commerciante di oggettistica del periodo in cui ‘Giovinezza’ andava per la maggiore; e c’è il banchetto di Giorgio Francia, che politicamente si dice moderato ma che commercialmente non ha problemi a vendere da anni svastiche grandi e piccole. Ultima specializzazione: gli accendini con croce uncinata ed effige di Hitler. Due venditori sulla piazza da decenni. Eppure questa volta, complici forse le elezioni che si avvicinano e l’aumento delle azioni squadriste in tutta Italia, il Comune di Bologna ha deciso di affrontare il problema.

Dopo la denuncia (l’ennesima), questa volta arrivata dal quotidiano online Zic.it, Palazzo d’Accursio ha deciso di intervenire. “Chiederò ai venditori di ritirare le loro merci fasciste e naziste dai banchetti, e intanto smetteremo di pubblicizzare quel mercato finché le cose non cambieranno”, ha detto ieri l’assessore al commercio Matteo Lepore mentre il Consiglio comunale votava un ordine del giorno della consigliera Emily Clancy (Coalizione Civica) per impedire ai fascisti l’accesso agli spazi pubblici comunali.

      Matteo Lepore - Emili Clancy

 

“Non me ne frega niente di quel che dice l’assessore, finché non sarà approvata la legge Fiano (contro la propaganda fascista, ndr) io venderò tutto quel che voglio”, dice però Giorgio Gianfale, che si dichiara fascista ma ammette candidamente che “i soldi non hanno colore”. Il che vuol dire che alla bisogna Gianfale, ammiratore del Duce, non si fa problemi a vendere una bandiera socialista d’epoca a 60 euro. “Me la chiedevano, gliel’ho venduta, che mi frega. Ma non dite che vendo svastiche perché non è così. Quelle le vende solo il mio vicino di banchetto”. E se il Comune lo chiamasse per togliere i suoi “pezzi da collezione” dal mercato? “Non me ne frega niente, pensino alle bici che vanno in contromano e ai veri problemi della città”. Gianfale comunque fa sapere di avere una concessione in scadenza a fine anno, “quindi andrò a vendere le mie cose altrove, magari a San Lazzaro”.

Per il resto, in attesa della fine della concessione il commerciante distribuisce un calendarietto con da un lato il suo numero di telefono sotto ad una foto del Duce, e dall’altro il motto “Boia chi molla” sopra ai 12 mesi dell’anno. “Anno XCVI dell’era fascista”, si intende.

 

      Giorgio Francia

 

Se Gianfale si dice “fascista” Giorgio Francia politicamente sta semplicemente “al centro”, e vende da decenni svastiche senza mai avere avuto grossi problemi. “Qualche anno fa dei ragazzi chiamarono la polizia perché avevo esposta una bandiera nazista, gli agenti mi dissero semplicemente di toglierla per non avere problemi ma tutto finì lì”. Francia è conciliante, se qualcuno lo chiamerà chiedendogli di togliere dal banchetto i suoi gadget nazi-fascisti lo farà. “Devo togliere gli accendini con Hitler? Vabbè li toglierò, e se sarà approvata la legge Fiano mi adeguerò, non voglio problemi”.

Uno spauracchio per la loro categoria la legge Fiano. “Ma vincerà la destra alle prossime politiche – dice sicuro Gianfale – e quindi i miei calendarietti col Duce resteranno i benvenuti”.

 

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