Gadget fascisti. Il Comune di Bologna al mercatino: “Via subito quella merce”

Bologna, 4 dic. – Non sarà più pubblicizzato sul sito di Bologna Welcome il mercato dei collezionisti di piazza VIII agosto, che su uno dei banchi ha da tempo visto mettere in vendita gadget e souvenir fascisti e nazisti. Da tempo sui banchi del mercatino sono esposti ogni settimana accendini con l’immagine di Mussolini e di Hitler, con croci celtiche e svastiche. E ancora ci sono le statuette e i calendari del Duce.

Con il provvedimento annunciato oggi dal Comune di Bologna il mercatino non sarà più segnalato ai turisti sul sito di Bologna Welcome, spesso vera e propria porta d’ingresso della città per chi arriva da fuori e cerca informazioni online. Questo il primo provvedimento assunto dal Comune di Bologna, dopo la segnalazione del fatto da parte del quotidiano online Zic. “Ho scritto a Bologna Welcome per chiedere di togliere la promozione del mercato dal sito– conferma l’assessore all’Economia Matteo Lepore – e comunicherò agli organizzatori che finché ci saranno merci di questo tipo in quel mercato, il Comune non farà alcuna promozione. Inoltre, chiederemo di togliere dai banchi quegli oggetti“. Lepore spedisce anche una richiesta al Consiglio comunale. “L’aula prenda in considerazione, come sta facendo per la concessione delle sale, di modificare anche il regolamento per vietare l’esposizione di questi oggetti nei mercati comunali, in coerenza con la legge Fiano”, suggerisce l’assessore. Che aggiunge: “Questo e’ uno di quei casi che rendono importante l’approvazione definitiva della legge Fiano anche al Senato, rendendo definitiva e applicando la previsione costituzionale”, visto che si assiste appunto a un “proliferare del commercio di memorabilia e gadget fascisti”. Detto questo, Lepore precisa che da parte del Comune le verifiche sulla vicenda “sono ancora in corso. E se troveremo qualche altro appiglio normativo, lo applicheremo subito. Da parte nostra c’e’ ferma condanna per quanto avvenuto”, conclude l’assessore.

Il Consiglio comunale di Bologna prova a modificare il regolamento per l’utilizzo delle sale comunali, per evitare la concessioni di spazi a formazioni neofasciste. Ma il centrodestra fa ostruzionismo in aula, provando ad allungare a dismisura la discussione. Tutti i consiglieri di Forza Italia, Lega nord e Insieme Bologna stanno intervenendo utilizzando il massimo del tempo a disposizione. La proposta di modifica del regolamento è stata presentata da Coalizione civica col sostegno del Pd, che ha emendato il documento inserendo un richiamo agli articoli 3 e 21 della Costituzione, ma precisando: “La Repubblica e la Costituzione italiana sono antifasciste, il fascismo non è un’opinione ma un crimine”. Quando la proposta sarà applicata, chiunque chiederà al Comune sale o spazi pubblici dovrà firmare una dichiarazione di rispetto della Costituzione italiana. “Non potranno in alcun modo essere rilasciate concessioni- si legge nella proposta di modifica di regolamento- a organizzazioni e associazioni che si richiamino direttamente all’ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali, alla sua simbologia o che esibiscano e pratichino forme di discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale”. L’ordine del giorno, come ricorda la proponente Emily Clancy, galleggiava dallo scorso luglio. E oggi, con una mozione approvata dalla maggioranza, l’esponente di Coalizione civica ha ottenuto di discutere il documento nella seduta di questo pomeriggio.

Intanto a Ravenna Il Pd in Consiglio comunale voterà la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e, seppur convinto di non essere solo, invita tutti i consiglieri a “un confronto che non sia condizionato da strumentalizzazioni e che possa stimolare la più larga convergenza”. Lo annunciano il capogruppo dem Fabio Sbaraglia, e il segretario comunale del partito Marco Frati. Essere favorevoli oggi alla revoca della cittadinanza onoraria di Benito Mussolini, spiegano, “significa compiere un atto politico, che non si rivolge a un passato che resta incancellabile, ma che tenta di essere da stimolo per il presente e il futuro riaffermando che a Ravenna i valori antidemocratici di cui il fascismo è stato espressione non hanno e non possono avere cittadinanza”. La decisione di comunicare l’esito di “una riflessione nel partito” arriva oggi, il 4 dicembre, che è l’anniversario della liberazione della città, aggiungono i democratici. La cittadinanza onoraria di Ravenna a Mussolini, riassumono poi, fu concessa nel 1923 da un Consiglio comunale e da una giunta interamente fascisti, espressioni di elezioni amministrative alle quali il partito fascista fu l’unica forza politica a presentarsi. Al termine del ventennio fascista, all’indomani della liberazione della città, la cittadinanza onoraria a Mussolini “non fu revocata e da allora e’ rimasta come monito e memoria storica di ciò che il fascismo è significato e di come anche una citta’ come Ravenna sia stata condizionata da esso”. Visto che il compito della politica “non è quello di pareggiare con la storia, ma di costruire un presente e un futuro migliori per la comunita'”, proseguono Sbaraglia e Frati “oggi non possiamo ignorare il mutamento dello scenario politico e sociale che stiamo attraversando”.

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